Aquilani in piazza. E la protesta viaggia su Internet

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Su Twitter la cronaca degli scontri. E su Facebook link ai video e commenti. In tanti, incluso Beppe Grillo, attaccano il tg1, per non aver dato spazio nei titoli di testa alla manifestazione. Ma c'è anche chi punta il dito contro i terremotati

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di Serenella Mattera


“L’Aquila a Roma. Manganellate ai manifestanti”. “Cariche a via del Plebiscito”. “Cops armatissimi a S.Andrea della Valle”. Scorre su Twitter la cronaca dei momenti più concitati della manifestazione degli aquilani per le vie del centro della capitale. Alla maniera, nota più d’uno, dei racconti delle rivolte di piazza in Iran. Chi è sul posto racconta, in 140 caratteri. Gli altri riprendono e diffondono. In italiano, inglese, spagnolo, tedesco. Perché si sappia, in tutto il mondo. A partire dal tam tam ininterrotto dei social network.  Dove circolano immagini e video, ripresi dai siti delle principali testate o amatoriali. Mentre in tanti se la prendono con il Tg1, reo di non aver menzionato nei titoli di testa delle 13.30, quello che è avvenuto a Roma: “Dare una notizia del genere dopo 20 minuti, prima del mondiale, liquidata in 60 secondi ed eliminando le immagini più forti è informazione corretta?!”, è la domanda retorica che circola su Facebook.

Contro il telegiornale diretto da Augusto Minzolini vengono scanditi slogan dai partecipanti al corteo, informati da chi è rimasto a casa e ha prestato particolare attenzione alle immagini diffuse dalla testata, già in passato accusata di aver dato poco rilievo alle proteste degli aquilani contro il governo. Ma soprattutto, parte in pochissimo tempo una vera e propria offensiva su Internet. Una foto di un manifestante ferito alla testa con su la scritta “Censurata! Questo è il tg1”, viene pubblicata sui profili degli utenti Facebook e commentata con indignazione (“che schifo!”, “vergogna”). Qualcuno propone anche: “Boicottiamo il TG1 di Minzolini, servo del Padrone”.

Ma più in generale, naturalmente, il dito degli internauti italiani è puntato contro il governo. “Alla luce di quanto successo oggi, qualcuno mi può spiegare qual è il “miracolo” fatto all’Aquila? Di miracoloso c’è solo la casa di Scajola”, scrive su Twitter Axeluno. “La città è distrutta, disoccupazione è quasi totale ma a dicembre le tasse vanno pagate…con cosa? E su cosa? Sono solidale”, è il messaggio di ZiaFollia. E Nouv84, quando è ancora in corso la protesta: “Spero che ora arrivi Berlusconi e che i manifestanti lo prendano a pomodori e frutta marcia in faccia”. Intanto, su Facebook tantissimi pubblicano sulle proprie bacheche i video amatoriali (qui sotto il più diffuso) che rimbalzano, via Youtube, dai siti dei manifestanti e mostrano le cariche della polizia e le immagini dei feriti. “Ma che siamo impazziti o sul serio il caldo di questi giorni ha dato alla testa?!”, commenta Paola Sebastiani.



Solidarietà alla protesta degli abruzzesi arriva anche dai blog del Popolo viola e di Beppe Grillo. Il comico scrive: “L'Aquila è ormai una ghost town. Chi ci entra prova un senso di straniamento. Poi ascolta Minchiolini, Fede e il circo equestre dell'informazione e si rassicura per qualche minuto. Gli aquilani hanno perduto tutto, tranne le balle di regime”. E ancora: “Al prossimo terremoto al posto di Bertolaso manderanno direttamente Maroni con la Celere”. I tanti che commentano il blog sono d’accordo con Grillo: “Questo è l’ennesimo esempio – scrive Carmelo Di Stefano - di dittatura dolce: i terremotati prima costretti a fare da comparsa per la campagna elettorale del Presidente del Consiglio. Appena essere esprimono un minimo di dissenso per le promesse non mantenute, ecco i manganelli pronti a colpirli…”.

Ma non tutti sono della stessa opinione. Non tutti sono dalla parte degli aquilani e della loro protesta. E sul sito de Il Giornale decine di persone, per lo più in maniera anonima, fanno sapere come la pensano. “Vadano in Friuli a vedere come si è lavorato, ‘fasìm da soli’ era il loro motto, altro che s…te di piazza!”, scrive Obiettore. E Velenosoveleno: “Caro Silvio, ricordati che non bisogna fare del bene se non sei capace di accettare l’ingratitudine. Questi cialtroni, e il Di Pietro ne è un rappresentante significativo, sono scansafatiche di primo grado, vogliono le case con piscina e una bella pensione di invalidità, che sia cedibile da padre a figlio”. Infine Pozzato, definitivo: “Hai mai visto o sentito di un terremoto senza problemi? Fa bene il governo a non occuparsene più: anche se avesse fatto le cose alla perfezione, ma avesse dimenticato di dar la casa a due o tre famiglie di rom, la sinistra si sarebbe attaccata a questo”.

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