Ustica, Alfano firma 4 rogatorie internazionali

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A chiederle è stata la procura della Repubblica di Roma per l'inchiesta sulle cause del disastro del Dc9 Itavia, che costò la vita a 81 persone. Rriguardano gli Stati Uniti, la Francia, il Belgio e la Germania. Giovanardi: "Un atto dovuto"

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha firmato e inoltrato quattro rogatorie internazionali relative alla strage di Ustica, su cui è in corso dal 2008 un'inchiesta della Procura di Roma. Lo hanno riferito fonti vicine al guardasigilli.
Le rogatorie, chieste dai magistrati romani che indagano sul disastro del Dc9 costato la vita nel 1980 a 81 persone, riguardano Stati Uniti, Francia, Belgio e Germania.

Nel 2008 l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga disse che ad abbattere il Dc9 dell'Itavia fu un missile sparato da un caccia francese, e la Procura capitolina aprì un fascicolo, ascoltando come testimoni lo stesso senatore a vita e l'ex premier e ministro dell'Interno Giuliano Amato.
Il volo civile, secondo una ricostruzione che anche Cossiga ha offerto, sarebbe stato abbattuto perché si trovava in prossimità di un aereo su cui volava il presidente libico Muammar Gheddafi, uscito indenne dall'attacco perché informato in precedenza dal Sismi, il servizio segreto militare italiano.

A oggi, l'unico procedimento giudiziario conclusosi con sentenza definitiva in Italia sul caso Ustica è quello che ha mandato assolti due generali dell'Aeronautica accusati dai magistrati di aver compiuto despistaggi sulla vicenda.

Quello del ministro Alfano è "un atto dovuto" per dare corso alla richiesta della Procura di Roma: così il sottosegretario Carlo Giovanardi commenta la notizia che il guardasigilli ha firmato quattro rogatorie internazionali sul caso Ustica, che riguarderebbero gli Stati Uniti, la Francia, il Belgio e la Germania. Giovanardi, che ricorda come Francia e Stati Uniti abbiano già numerose volte risposto a richieste di informazioni provenienti dall'Italia sul disastro del Dc9 dell'Itavia che costò la vita a 81 persone, afferma poi che la Nato (la rogatoria al Belgio dovrebbe riguardare proprio il comando dell'alleanza) "un mese fa ha già risposto alla procura di Roma ribadendo che non c'erano suoi aerei in volo quella notte".

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