Usura e racket a Milano, maxi blitz contro la 'ndrangheta

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Una nota famiglia originaria di Reggio Calabria, presente in Lombardia dagli anni '70, avrebbe costituito un'organizzazione di tipo mafioso che usurava imprenditori in difficoltà. Il da Boccassini alle vittime: "O con lo Stato, o contro lo Stato"

Quindici arresti, perquisizioni e sequestro di immobili. Questo il bilancio dell'operazione delle forze dell'ordine contro un clan della 'ndrangheta calabrese vicino alla famiglia De Stefano, attivo a Milano dagli anni Settanta e ritenuto responsabile di un grosso giro di usura e racket nel campo degli immobili.

Questi beni, spesso intestati a prestanome, sarebbero il provento di attività di usura che l'organizzazione criminale ha svolto negli ultimi anni nei confroni di imprenditori in difficoltà.
Le accuse a carico degli arrestati sono di associazione mafiosa, usura e intestazione fittizia di beni. Le indagini sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia; oltre 250 gli agenti impegnati nell'operazione che ha portato all'esecuzione di oltre 70 perquisizioni, in seguito alle indagini della procura di Milano, coordinate dal pm Ilda Boccassini.

"O con lo Stato o contro lo Stato". E' stato questo il messaggio inviato dal procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Milano, Ilda Boccassini, agli imprenditori e artigiani vittime di usura da parte di organizzazioni mafiose. "Imprenditori e artigiani hanno una sola strada: denunciare il loro stato di soggezione", ha detto il procuratore durante la conferenza stampa per presentare la maxi-operazione che ha sgominato un clan della 'ndrangheta presente nel Milanese e dedito all'usura.

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