Pistoia, nuove querele in arrivo all'asilo "Cip Ciop"

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I genitori dei bambini vittime degli abusi: "Abbiamo deciso di agire giudiziariamente contro tutti coloro che riteniamo potessero sapere e non hanno fatto niente"

Nuove querele dei genitori dei bambini dell'asilo "Cip Ciop" di Pistoia.
A comunicarlo alcuni dei genitori dei piccoli dell' "asilo degli orrori", così com'è stato definito, in una conferenza stampa che si è tenuta a Firenze.
Scaduti i termini di custodia cautelare per le indagate, i genitori lanciano un appello: "non aiutatele a farle diventare delle martiri. Loro non sono le vittime ma le carnefici".
A parlare per conto di questo gruppo di genitori è stata Ilaria Maggi, mamma di un piccolo di tre anni che in quell'asilo ci andava da 25 mesi.

Bimbi, picchiati, costretti a stare legati per ore a mangiare alle 10 del mattino cibi caldissimi. Raccontano ancora di piccoli che non parlano e piangono se passano dalla strada dell'asilo. I genitori chiedono giustizia. "Se da un lato - si legge in una nota - è vero che abbiamo avuto svariate manifestazioni di solidarietà e comprensione al nostro dolore per questi eventi drammatici, dall'altro, con il passare del tempo abbiamo avuto anche riscontri a dir poco sconcertanti, discriminanti e poco civili".
"Questo ci induce a ribadire - prosegue il testo - che i nostri bambini, creature indifese dai 6 mesi di età, hanno dovuto subire non potendosi esprimere e difendere, chi per mesi, chi per anni, le crudeltà gratuite e le torture fisiche e psicologiche, di una realtà posticcia e meschina. In quell'asilo gli insegnavano che le umiliazioni, le punizioni, le ore legati al buio che quotidianamente gli venivano riservate erano cose che meritavano.
I caratteri dei nostri bambini sono stati traviati in modo indelebile da tutte le persone presenti sotto quelle telecamere che hanno picchiato o lasciato picchiare. Adesso la nostra priorità è trovare il modo, con il nostro amore e l'aiuto di professionisti a cui molti di noi si sono rivolti, di lenire e attenuare quanto e se possibile i brutti ricordi dei nostri piccoli".

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