Strage di Viareggio, i famigliari: "Vogliamo giustizia"

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A un anno dall'incidente ferroviario costato la vita a 32 persone i cittadini della città toscana chiedono una cosa sola: "Chi sono i responsabili?". E su Facebook invitano a partecipare alla fiaccolata per ricordare chi ha perso la vita il 29 giugno 2009

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di Pamela Foti

29 giugno 2009, un ‘treno bomba’ esplode in pieno centro a Viareggio divorando, nel sonno, 32 persone innocenti tra cui donne e bambini! Adesso basta parole. Chi sono i responsabili?”.

E’ questo il messaggio che martedì 29 giugno aprirà la fiaccolata per commemorare le vittime della tragedia ferroviaria della città toscana. I famigliari, in occasione del primo anniversario della strage, scenderanno in piazza, ancora una volta. E attraverso Facebook hanno inviato tutta la città a sfilare per le strade e chiedere una cosa sola: “Chi sono i responsabili?”.

Una domanda chiara e semplice, che i cittadini di Viareggio ripetono da un anno. Da quando cioè alle 23.50 del 29 giugno 2009 il treno 50325 è deragliato nella stazione della città della Versilia all’altezza di via Ponchielli. Il convoglio trasportava gpl; in una delle cisterne ribaltate si aprì uno squarcio, uscì il gas, poi l'esplosione che provocò un vasto incendio che investì le strade vicine alla ferrovia. Edifici e case distrutte. 32 le vite spezzate.
L’inchiesta per trovare i responsabili continua, e ad oggi sono 18 le persone iscritte nel registro degli indagati, ha riferito qualche giorno fa il procuratore capo di Lucca, Aldo Cicala. "L'individuazione dei soggetti da sottoporre a indagine, tuttavia - in rapporto ai vari profili di colpa identificati - non può ritenersi allo stato conclusa" ha però aggiunto Cicala.

E proprio per volere dei comitati cittadini nati dopo il disastro ferroviario, alle commemorazioni non prenderanno parte gli uomini delle istituzioni. “Il 29 giugno è una cosa seria, NO alla sfilata dei politici!”  scrive a tutta pagina sul suo sito il gruppo “Assemblea29 giugno”  che attacca frontalmente il ministro dei Trasporti Altero Maltteoli colpevole, secondo le associazioni dei famigliari, di aver “difeso a spada tratta subito dopo la strage il sig. Moretti – ad di ferrovie delle Stato - e sostenuto la sua rinomina”.
Il comitato, infatti, insieme alla Onlus “Il mondo che vorrei” si era schierato contro la recente rielezione dell’amministratore delegato di Fs che all'indomani dell'incidente aveva dichiarato a SkyTG24: "La nostra rete è la più sicura d'Europa".

Alla luce delle contestazioni, il ministro Matteoli ha così deciso di inviare una lettera al sindaco di Viareggio Luca Lunardini per annunciare che non sarà presente alla cerimonia di commemorazione organizzata nella città toscana. "Mio malgrado e pur con la coscienza assolutamente tranquilla riguardo ai rilievi che mi vengono mossi, devo tener conto dell'avviso contrario alla mia presenza manifestato da un comitato, seppur minoritario, delle famiglie delle vittime e, pertanto, non sarò presente, nel rispetto di tale valutazione", ha scritto Matteoli nella lettera. "Non voglio essere motivo di divisione né di turbamento in un momento in cui devono prevalere i sentimenti di solidarietà per il dolore delle famiglie delle vittime ed il rispetto per il ricordo di chi ha perso la vita", ha proseguito il ministro.

La cerimonia di martedì 29 giugno avrà inizio alle ore 20 allo Sadio dei Pini, dove si svolsero i funerali solenni a cui parteciparono 30mila persone. Poi si formerà il corteo che raggiungerà via Ponchielli, la strada distrutta dallo scoppio. Qui saranno attese le 23.48 quando sarà sospesa per un minuto l'erogazione di energia elettrica, un treno di passaggio suonerà la sirena e una campana batterà 32 rintocchi a ricordo delle vittime.
Sempre martedì, alle 12, Ibtissam "Ibi" Ayad, la giovane marocchina di 21 anni unica superstite della sua famiglia al disastro ferroviario, giurerà in municipio sulla Costituzione: ha infatti ottenuto nei giorni scorsi la cittadinanza italiana proprio in virtù della tragedia che l'ha colpita e del suo fermo desiderio di volere rimanere in Italia.
Alle commemorazioni prenderà parte anche l’"Associazione 140" Familiari Vittime Moby Prince, il traghetto esploso il 10 aprile 1991 dopo essere entrato in in collisione con la petroliera Agip Abruzzo, e che provocò la morte di 140 persone. Era il 10 aprile 1991.

Perché, come spiega in una nota su Facebook il coordinatore Loris Rispoli occorre ricordare “quanto sia importante che siamo vigili, attenti e pronti a denunciare omissioni, manomissioni od altro, l’inchiesta e l’inizio della fase processuale sono importantissimi, sono i momenti cruciali di una vicenda che molti tenteranno di deviare e nascondere. Nel dramma di Viareggio ci sono gravi responsabilità e dei colpevoli, ma siamo certi che ancora una volta si cercherà di coprire e insabbiare”.

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