Hunzicker, Bongiorno contro Signorini: guerra di comunicati

Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker
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Dopo la chiusura della rubrica firmata dalla showgirl e dalla deputata finiana il direttore di Chi si difende "Le due signore erano state preavvertite". Ma loro smentiscono e forniscono una versione alternativa dei fatti

Finisce in una guerra di comunicati la chiusura firmata a quattro mani da Michelle Hunzicker e Giulia Bongiorno e pubblicata su Chi, il mensile diretto da Alfonso Signorini. Dopo le polemiche, sollevate anche dal direttore del Secolo d'Italia Flavia Perina, che paventavano una specie di censura contro la Bongiorno, presidente della commissione giustizia alla Camera e finiana doc da parte della rivista di casa Mondadori, oggi su Il Giornale Alfonso Signorini in un'intervista difende la sua scelta dicendo "Doppia difesa (questo il nome della rubrica ndr) è andata avanti per tre anni e non se l’è mai filata nessuno." E a chi sostiene che la rubrica sia stata tolta di punto in bianco il direttore risponde che «Questo è falso. I miei più stretti collaboratori avevano preavvertito le due signore e avevano loro spiegato che tutte le testate della Mondadori sono a disposizione dell’associazione “Doppia difesa”. La Bongiorno e la Hunziker troveranno sempre spazio sui periodici Mondadori».  E conclude "Mi aspetto una mossa dalle due signore. Dovrebbero dire la verità perché i silenzi e le reticenze alimentano un clima di sfiducia".

Invito che Michelle Hunzicker e Giulia Bongiorno hanno colto al balzo, ribaltando la costruzione fatta da signorini. In una nota congiunta le due donne scriviono che "tagliare una rubrica senza avvisarne le titolari è una mancanza di stile, ma ciò che ci lascia sgomente e ci offende profondamente è la ricostruzione dell'accaduto fornita dal direttore di "Chi", il dottor Alfonso Signorini: ricostruzione che contrasta con i fatti e con le dichiarazioni dei suoi collaboratori". La nota prosegue ricostruendo punto per punto la vicenda. "In data 18 giugno 2010 - raccontano nella nota - come di consueto, è stata inviata via e-mail la rubrica della Fondazione Doppia Difesa alla redazione di "Chi": il tema era un caso di discriminazione razziale che aveva per protagonista una giovane immigrata del Camerun (la mail, con la prova dell'avvenuto invio, è nel nostro archivio). Questa rubrica non è mai stata pubblicata. Ma nessuno ce ne ha dato avviso preventivamente. Ci siamo accorte della mancata pubblicazione, con grande stupore, giovedì 24 giugno, quando abbiamo aperto il nuovo numero di "Chi".

Una collaboratrice dello studio Bongiorno e di Doppia Difesa (l'avvocato Maria Chiara Parmiggiani), si legge ancora nel comunicato, "pensando a un disguido, ha subito telefonato al caporedattore (vice) Daniele Antonietti - suo interlocutore abituale per la rubrica - e ha chiesto spiegazioni: le è stato detto che avrebbe dovuto chiederle al direttore Alfonso Signorini, o al vicedirettore Massimo Borgnis". L'avvocato Parmiggiani, prosegue il racconto, "ha cercato immediatamente di mettersi in contatto con il dottor Borgnis, ma la sua segreteria le ha risposto che era impegnato e che l'avrebbe richiamata appena possibile. Venerdi' 25 giugno, Borgnis ha telefonato in studio e ha comunicato all'avvocato Parmiggiani che: a) la rubrica era stata soppressa (non si era trattato dunque di un disguido relativo soltanto al numero in questione); b) non si era trattato di una decisione del direttore, bensì di una "scelta editoriale": dai sondaggi è infatti emerso che la rubrica di Doppia Difesa era quella meno in linea con lo "spirito ottimistico e speranzoso del giornale". "A questo punto - conclude la nota - l'avvocato Parmiggiani si e' molto meravigliata e gli ha fatto notare che, in ogni caso, sarebbe stato doveroso da parte della redazione avvisare in anticipo l'avvocato Bongiorno e la signora Hunziker".

"Il dottor Borgnis - prosegue la nota - si è scusato e ha chiesto di parlare con l'avvocato Bongiorno per spiegarle le ragioni della mancata comunicazione, che a suo avviso era da attribuire ad un "difetto di coordinazione". "Quindi - aggiungono - è evidente che abbiamo già ricevuto le scuse di "Chi" per un fatto che oggi è negato dal dottor Signorini. Noi non abbiamo fatto deduzioni nè illazioni sulle ragioni della scelta dell'editore (come, in passato, nulla avevamo obiettato quando si è scelto di non pubblicare alcune rubriche). Per il resto, ci limitiamo a osservare che non era necessario attendere tre anni, tanto meno fare un sondaggio, per scoprire che una rubrica che affronta il tema delle violenze, delle discriminazioni e degli abusi non è allegra". "Siamo comunque orgogliose del fatto che decine di testate si siano gia' dette pronte a ospitare questa rubrica" concludono Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker.

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