Gay Pride, a Napoli si sfila "alla luce del sole"

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S'è concluso in piazza del Plebiscito il lungo corteo, per riaffermare apertamente l'orgoglio d'essere omosessuali. Presenti anche i deputati del Pd Paola Concia e Filippo Penati. Plauso del ministro Carfagna "per come s'è svolta la manifestazione"

E' stato un autentico successo all'insegna dell'allegria e della pacificazione il "Napoli Pride 2010" che, partito da piazza Cavour, ha attraversato tutto il centro della città per giungere, infine, in piazza del Plebiscito. Erano in 150mila a sfilare, cifra che, come ha giustamente osservato il presidente dell'Arcigay Paolo Patanè, "potrebbe salire a 300mila se consideriamo la gente che ha assistito e si è fermata".

Ad aprire il corteo c'erano alcuni manifestanti con uno striscione bianco, recante lo slogan della manifestazione "Alla luce del sole": segno incontrovertibile d'una volontà decisa nel riaffermare apertamente il proprio orgoglio d'essere omosessuali. Alle spalle dello striscione una banda musicale delle "famiglie arcobaleno", quelle con due genitori dello stesso sesso, che in Italia raggiungono il numero di 300. Al Pride nazionale di Napoli, inoltre, sono sfilati tutti insieme, per la prima volta, i gay e le lesbiche appartenenti a gruppi cattolici e cristiani di tutta Italia. Presente anche Amnesty International con un carro.

Al Pride di Napoli s'è segnalata la presenza di Filippo Penati in rappresentanza dei vertici del Pd nazionale. L'ex candidato alla presidenza della Regione Lombardia ha dichiarato: "Siamo qui a testimoniare l'impegno del Pd, perché da Napoli parta una nuova stagione per il riconoscimento dei diritti civili che ci metta finalmente al passo con l'Unione europea". Penati ha quindi lanciato un messaggio al centrodestra: "Chiediamo al Pdl che finalmente si decidano a votare con noi la legge Concia contro l'omofobia". La stessa Paola Concia ha voluto partecipare, come sempre, al raduno, anche se all'arrivo è stata contestata da alcuni per il suo atteggiamentto di dialogo con gli esponenti di Casa Pound. Ma la parlamentare ha replicato serenemante: "Sono venuta liberamente e resterò qui, perché il Gay Pride non è di proprietà di nessuno. Hanno tutto il diritto di criticarmi, ma questo Gay Pride per sua stessa definizione è a favore della libertà e io sono una libera cittadina che vuole sfilare in corteo".

In difesa dela Concia è scesa in campo Vladimir Luxuria che, presente al Pride, ha voluto anche manifestare soddisfazione e gratitudine alla città di Napoli, perché "ci ha accolti alla grande". L'ex parlamentare ha voluto poi ringraziare esplicitamente il sindaco Rosa Russo Iervolino e l'arcivescovo Crescenzio Sepe, circa il quale ha dichiarato: "Credo che sia una grande cardinale per l'apertura mentale che ha dimostrato, incontrando associazioni omosessuali della città, e per non aver scritto nessun comunicato contro questa sfilata". La Luxuria ha quindi auspicato: "Vorrei che questo fosse l'anno del Sud. Sono stata al Gay Pride di Palermo e ora sono qui. Vorrei un Sud dove la gente non debba più andare via né in cerca di lavoro né perché ama una persona del suo stesso sesso".

A rappresentare ufficilamente la città è stato il sindaco Rosa Russo Iervolino, accolta con applausi dai manifestanti. Il primo cittadino del capoluogo partenopeo ha parlato con entusiamo della manifestazione, dichiarando: "La Napoli che oggi sta sfilando è quella della Resistenza, delle Quattro Giornate, della solidarietà e dell'allegria. Napoli deve essere così, altrimenti non sarebbe la nostra città". Per la Iervolino il Pride "è una gioia per tutti e soprattutto per i manifestanti, che portano nel corteo valori semplici ma essenziali: rispetto dei diritti". Il sindaco di Napoli ha quindi rilevato il valore della sfilata in paragone con le manifestazioni femministe d'alcuni decenni addietro: "Io sono tanto anziana da ricordare le discriminazioni a cui eravamo sottoposte. Bisogna riconoscere attraverso le leggi dello Stato i diritti delle coppie omosessuali".

Ha plaudito al Pride anche il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, che ha dichiarato: "Sono contenta per come si è svolta la manifestazione di Napoli all'insegna del rispetto e della pacificazione. Mi dispiace per qualche fischio all'onorevole Paola Concia, alla quale va tutta la mia solidarietà, ma credo si sia trattato di un piccolissimo episodio isolato che certamente non fermerà il suo lavoro". Il ministro ha quindi aggiunto: "Io, per convincimento personale e per il ruolo che svolgo, non posso che stare dalla parte di chi chiede di cancellare le discriminazioni, annullarle, e si batte contro tutti i pregiudizi, compresi quelli legati all'orientamento sessuale o alla differenza di genere. Davanti a manifestazioni come queste il compito delle istituzioni è quello di aprire le orecchie e ascoltare".

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