Sciopero Cgil, "oltre un milione nelle piazze"

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E' stata altissima l'adesione alle manifestazionI di protesta contro la manovra, sostiene il sindacato. Fermo il trasporto pubblico locale per quattro ore con modalità diverse nelle varie città

La manovra economica del governo.
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Contro una manovra economica che la Cgil ha più volte definito `sbagliata e iniqua` e che scarica sulle spalle dei `soliti noti` il peso della correzione dei bilancio, il sindacato ha proclamato per oggi uno sciopero generale di almeno 4 ore per i lavoratori dei settori privati (i metalmeccanici della Fiom Cgil sciopereranno per otto ore) e dell'intera giornata per quelli pubblici. A fare eccezione le regioni Liguria (esclusa la provincia di La Spezia che sciopererà oggi), Toscana e Piemonte, che effettueranno lo sciopero il 2 luglio 2010.

L'iniziativa del sindacato di Epifani ha raccolto grandi consensi, se si tiene in conto l'elevato numero di lavoratori  scesi nelle piazze italiane, per dire il proprio no a una manovra "sbagliata e ingiusta". Stando, infatti, alla cifra fornita dagli stessi organizzatori della Cgil nazionale, sono oltre un milione gli aderenti alle varie manifestazioni di protesta. Come previsto dal programma, i segretari confederali nazionali hanno presenziato ad alcuni raduni chiave secondo il seguente ordine: a Bologna la vice segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso; a Napoli il segretario confederale, Fulvio Fammoni; a Palermo la segretaria confederale, Vera Lamonica; a Reggio Calabria il segretario confederale, Nicola Nicolosi; a Milano il segretario confederale, Enrico Panini; a Cagliari il segretario confederale, Vincenzo Scudiere; a Terni il segretario confederale, Fabrizio Solari.

La Cgil, come ricordato in una nota, "punta il dito contro un provvedimento definito sì necessario ma che non contempla strumenti di sostegno all`occupazione, alla crescita e allo sviluppo. Una manovra iniqua perché divide il paese scaricando i costi sui lavoratori dipendenti, pubblici e privati, sulle Regioni, sugli Enti locali e sui cittadini più esposti. Risulta inoltre iniqua al Nord come al Sud dell`Italia, tanto verso i giovani quanto verso i pensionati, sottraendo risorse alla parte più debole del paese e gravando soprattutto sui lavoratori". La Cgil "attacca dunque la manovra del governo e ribadisce la necessità di una vera politica industriale, ponendo come priorità la difesa dell`occupazione, la crescita e lo sviluppo, proponendo un 'Piano straordinario del Lavoro' fondato su una politica industriale, su investimenti pubblici e sull`ingresso delle nuove generazioni nei settori strategici dell`economia pubblica, dell`istruzione e della ricerca. Esattamente il contrario di ciò che sta facendo il Governo".

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