Dell'Utri: "Non hanno prove, ma sono pronto alla cella"

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Il senatore del Pdl è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. "I giudici sanno che non ci sono prove", dice, e annuncia il ricorso in Cassazione in caso di condanna

I giudici se vogliono sanno che non ci sono prove". Il senatore Marcello Dell'Utri, questa volta è rimasto a Milano, dove attende la sentenza della Corte d'Appello di Palermo, e in una intervista al Corriere della Sera definisce "ipotesi folle" la richiesta di condanna a 11 anni di carcere formulata contro di lui. "Il procutarore generale - afferma Dell'Utri - è un replicante di un pezzo della Procura della Repubblica di Palermo". E' "il ventriloquo del procuratore Ingroia". In caso di condanna? "Aspetterei la Cassazione", risponde il senatore del Pdl che si dice convinto che tutte le accuse cadranno. In caso contrario? "C'è il carcere. Già il carcere. Beh, uno si adatta", risponde Dell'Utri. I giudici della Seconda sezione penale della Corte d'Appello di Palermo da ieri sono riuniti in camera di consiglio per pronunciare la sentenza del processo di secondo grado al senatore, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

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