Il neo ministro Brancher chiede il legittimo impedimento

Aldo Brancher (La Presse)
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È accusato di appropriazione indebita nel processo Antonveneta. Depositata un'istanza per ottenere la sospensione fino al 7 ottobre per organizzare il nuovo ministero. Critiche dal Pd ma anche da Generazione Italia: "Questa vicenda non è un bel vedere"

Aldo Brancher, il neo ministro per l’attuazione del federalismo, invoca il legittimo impedimento per la necessità di organizzare il nuovo ministero. Il suo difensore, l’avvocato Piermaria Corso, ha depositato un’istanza in cui chiede che quella legge, che prevede la possibilità di sospendere i procedimenti che riguardano le più alte cariche dello Stato e i ministri, venga applicata nei confronti del suo assistito. Il “congelamento” del processo è stato chiesto fino al 7 ottobre e non per sei mesi, come permette la norma. Per quella data, salvo altri impegni, Brancher potrà essere in aula.

"La maschera è caduta: che a pochi giorni dalla sua nomina a ministro Brancher abbia fatto ricorso al legittimo impedimento per bloccare un processo, è la prova che la nomina aveva questa finalità”, ha detto il capogruppo del Pd, Dario Franceschini. Brancher è accusato di appropriazione indebita in uno stralcio del processo Antonveneta. La prossima udienza è in programma sabato 26 giugno, davanti al giudice monocratico della V Sezione Penale del tribunale di Milano. In quella data sarà discussa la questione. Non è escluso che il pm Eugenio Fusco possa chiedere lo stralcio della posizione di Brancher da quella della compagna, Luana Maniezzo, anche lei imputata con l’accusa di ricettazione.

"Se prima era solo un sospetto ora ne abbiamo la conferma: Brancher è il ministro per l'attuazione del legittimo impedimento", commenta il capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, Donatella Ferranti. "Tutti sanno che Brancher è diventato ministro per consentirgli di avvalersi del legittimo impedimento – aveva detto nei giorni scorsi Massimo D'Alema –, tanto è vero che è diventato ministro prima ancora di sapere di che cosa. Tutto questo è francamente intollerabile".

Ma le critiche a Brancher non arrivano solo dall’opposizione. Anche Generazione Italia, associazione vicina a Gianfranco Fini, esprime disappunto. "Aldo Brancher non sa ancora quali deleghe avrà, in quali uffici verrà ospitato, quante segretarie potrà assumere e quanti soldi avrà in dotazione il suo Ministero. E c'è addirittura la possibilità di un'immediata promozione all'Agricoltura. In tale contesto, il suo primo atto da ministro della Repubblica, ovvero eccepire il legittimo impedimento in quanto ministro e quindi chiedere il rinvio della prima udienza del processo che lo vede imputato a Milano, pone un problema quanto meno - diciamo così - di natura estetica", scrive nel suo “Punto” sul giornale online il direttore di Generazione Italia, Gianmario Mariniello. Che aggiunge: “Da sinceri liberali, crediamo che Brancher sia innocente fino alla sentenza di condanna definitiva. Detto questo, votammo a favore del legittimo impedimento per mettere al riparo l'esecutivo dalle incursioni della magistratura politicizzata, non certo per favorire il sospetto che quella norma servisse a mettere al riparo dai processi autorevoli esponenti politici, promuovendoli a ministri della Repubblica Italiana”. La vicenda Brancher, conclude Mariniello, “non è un bel vedere”.

Brancher è l'ospite de “L'Intervista”, l'approfondimento condotto da Maria Latella in onda domenica 27 giugno su Sky Tg24 e Sky.it alle 11.35 (e in replica alle 14.35, 18.35).

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