Mozzarella blu, le analisi “escludono la tossicità”

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E’ quanto afferma la procura di Trento, che indaga insieme con quella di Torino sull’anomala colorazione del latticino prodotto in un caseificio bavarese e distribuito in Italia. I magistrati hanno chiesto inoltre una rogatoria internazionale

Le analisi sui campioni di mozzarelle blu forniti dal Trentino "escludono la tossicità, anche se non sono certamente commestibili, perché nessuno le mangerebbe, visto il colore che assumono". E' così che stamani il procuratore capo di Trento, Stefano Dragone, ha fatto il punto sulle mozzarelle che assumono un colore bluastro dopo l'apertura della confezione. E' emerso che "nell'acqua di refrigerazione delle mozzarelle c'è un batterio del genere Pseudomonas, normalmente presente in natura", anche se la ditta produttrice, "la tedesca Jaeger, ha di avere usato tutte le cautele per evitarne la presenza".

Il procuratore di Trento e quello di Torino Raffaele Guarianello, che indagano sulla vicenda dopo che una donna di Mezzolombardo nel Trentino e una torinese hanno denunciato l'anomala colorazione del prodotto acquistato, hanno chiesto intanto una rogatoria internazionale per individuare i responsabili dell'azienda tedesca e iscriverli nel registro degli indagati. Il reato ipotizzato, per ora a carico di ignoti, è la violazione dell'articolo 5 della legge del 1962 sugli alimenti.

Dalla ditta, in Baviera, nella città di Haag, gli importatori "Eurospin e Lidl a quanto ci risulta ad oggi - ha riferito Dragone - le distribuivano da Verona nelle varie città. Trasferiremo dunque gli atti appena compilati alla Procura di Verona, che valuterà le eventuali responsabilità”. "Certo è - ha concluso Dragone - che non ci sono responsabilità dei dettaglianti, dal momento che la legge esclude la punibilità di chi vende confezioni ricevute già chiuse".

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