Sepe pronto a collaborare, ma "nei limiti del Concordato"

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L'arcivescovo di Napoli è indagato per corruzione nell’inchiesta sui Grandi Eventi ma si dice tranquillo: "La verità verrà fuori". Il Vaticano: "Collaborerà con i pm nel corretto rapporto tra Santa Sede e Stato". Indagato anche l’ex ministro Lunardi

INCHIESTA APPALTI: L'ABUM FOTOGRAFICO

Dopo l'iscrizione nel registro degli indagati insieme all'ex ministro Lunardi nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per i Grandi Eventi
, il cardinale Crescenzio Sepe si dice tranquillo e ai microfoni risponde: "La verità verrà fuori". L'indagine in cui è coinvolto riguarda in particolare la ristrutturazione e la vendita di alcuni immobili di Propaganda Fide nel 2005. Operazioni nelle quali risulterebbe coinvolto il costruttore Diego Anemone , considerato personaggio centrale dell'inchiesta sui Grandi Eventi. Il sospetto degli inquirenti perugini è che l'attuale arcivescovo di Napoli abbia ricevuto in cambio dei favori. A fare il nome del cardinale Sepe era stato il capo della Protezione civile Guido Bertolaso nel corso di un interrogatorio. In quell'occasione Bertolaso ai pm aveva detto di aver ricevuto la casa di via Giulia proprio grazie all'arcivescovo di Napoli .

Intanto anche il Vaticano esprime la sua solidarietà (anche se il Papa durante l'omelia della domenica ha espresso una dura requisitoria contro quegli ecclesiastici che usano il sacerdozio per acquisire potere e prestigio personale ). Il capo della sala stampa Vaticana, padre Lombardi, auspica che tutte le ombre sul cardinale Sepe e sulle istituzioni ecclesiastiche siano "pienamente" e "rapidamente" eliminate, assicurando inoltre che il porporato di Napoli collaborerà con la magistratura italiana, "naturalmente" in un quadro di "corretti rapporti" procedurali e giurisdizionali tra i due Stati. Ovvero, il porporato sarà disponibile per i magistrati che conducono l'inchiesta sugli appalti e che lo stanno indagando per corruzione, ma solo nel quadro delineato dalle intese concordatarie.
In questo modo mette i puntini sulle "i" la Santa Sede che pure nei giorni scorsi aveva dichiarato piena fiducia nella magistratura italiana. "Anzitutto - ha detto padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede - desidero dire una parola di stima e di solidarietà per il cardinale Sepe, in questo momento difficile". "Il cardinale Sepe è una persona che ha lavorato e lavora per la Chiesa e per il popolo che gli è affidato in modo intenso e generoso, e ha diritto ad essere rispettato e stimato", ha aggiunto.

"Poi - ha proseguito - naturalmente auspichiamo tutti e abbiamo fiducia che la situazione venga chiarita pienamente e rapidamente, così da eliminare ombre, sia sulla sua persona, sia su istituzioni ecclesiali". "Il cardinale Sepe, come ha già detto egli stesso, collaborerà ovviamente per parte sua a questo chiarimento", ha ricordato Lombardi. "Naturalmente - ha sottolineato nel passaggio chiave ai fini dell'inchiesta - bisognerà tenere conto degli aspetti procedurali e dei profili giurisdizionali impliciti nei corretti rapporti tra Santa Sede e Italia, che siano eventualmente connessi a questa vicenda".

Guarda il servizio di SKY TG24 con le dichiarazioni di padre Lombardi:




Per quanto riguarda invece l'altro indagato, l'ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, oggi ha parlato il suo avvocato secondo cui dovrà essere il tribunale dei ministri a occuparsi della sua posizione. "Da quanto abbiamo appreso, i reati che vengono ipotizzati - ha spiegato l'avvocato Gaetano Pecorella - riguardano il periodo in cui Lunardi era ministro e dunque deve essere l'apposito organismo a giudicarlo ed eventualmente a concedere l'autorizzazione a procedere". Lunardi è accusato di corruzione. Anche per lui l' accusa fa riferimento alla ristrutturazione e alla vendita di un immobile . In entrambe le operazioni sarebbe coinvolto l'ex presidente del Consiglio dei lavori pubblici Angelo Balducci, tuttora detenuto nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta "cricca" degli appalti

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