Cassazione: la "cricca sistema spregiudicato di corruzione”

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La Corte motiva la scelta di respingere le istanze di scarcerazione per De Santis, Cerruti e Piscicelli e il trasloco dell’indagine a Roma. C'è un "sistema di relazioni professionali e personali che ha realizzato una rete di interessi intrecciati"

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La 'cricca' coinvolta negli appalti per la scuola dei marescialli dei carabinieri di Firenze e per altre opere, si muoveva in una "situazione in attuale divenire, caratterizzata dall'utilizzazione spregiudicata di un sistema di relazioni professionali e personali che ha realizzato una rete di interessi intrecciati" non legittimi. Lo sottolinea la Cassazione che ha appena depositato le motivazioni della decisione con la quale lo scorso 10 giugno ha deciso il trasloco dell'inchiesta fiorentina a Roma confermando le misure cautelari per Fabio De Santis, Guido Cerruti, e Francesco De Vito Piscicelli.

La Suprema Corte - con la sentenza 23427 affronta il tema della sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza per l'emissione delle misure cautelari nei confronti degli indagati. Ad avviso della Cassazione, i giudici fiorentini hanno fornito motivazioni "indicative di una situazione in atto ed in divenire anche con specifico riferimento ai fatti soppesi alle imputazioni allo stato formulato, idonee a configurare l'urgenza del provvedere provvisoriamente".

In sostanza, secondo i giudici di piazza Cavour, l'emissione delle misure cautelari, sebbene firmate da un giudice territorialmente incompetente, sono motivate dalla gravità degli indizi di corruzione dei quali viene "dato conto". Il "perseguimento" degli interessi della cricca "si giova di un'azione dei pubblici ufficiali che - scrive la Cassazione - non è quella del funzionario che si attiva per esercitare anche i suoi poteri discrezionali ma solo per perseguire obiettivi legittimi". In particolare, gli indagati facevano parte "di un sistema di potere in cui appare normale accettare e sollecitare utilità di ogni genere e natura da parte di imprenditori del settore delle opere pubbliche, settore nel quale quei pubblici ufficiali hanno potere di decisione e notevole potere di influenza, e gli imprenditori hanno aspettative di favori".

Nel sistema di affari della 'cricca' Fabio De Santis, ex provveditore alle Opere pubbliche della Toscana (attualmente recluso a Sollicciano) "è, con altri, protagonista", sottolinea la Cassazione. Inoltre, i supremi giudici, rilevano che l'imprenditore De Vito Piscicelli - quello che la notte del terremoto in Abruzzo avrebbe riso pensando agli 'affari' della ricostruzione - è "in consolidato rapporto" con la 'cricca' e la stessa cosa si può dire dell'avvocato Guido Cerruti "anch'egli in stabile e consolidato rapporto in particolare con De Santis ed altri dei coindagati, disponibile a cogliere l'occasione palesemente anomala" come quella di un "incarico professionale che giunge da imprenditore non conosciuto, su sollecitazione di pubblici ufficiali, con cui ha il consolidato rapporto, che sono o mirano a divenire tra gli interlocutori istituzionali di quell'imprenditore".

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