Caso Spatuzza, Di Matteo: “Siamo rimasti sorpresi”

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Il procuratore capo della DDA di Palermo esprime la sua incredulità sulla decisione presa dal Viminale, che ha deciso di escludere il pentito di Mafia dal programma di protezione testimoni. “Continueremo a farlo testimoniare di fronte alle Corti d’Assise”

Ieri la Commissione centrale del Viminale per i programmi di protezione ha deciso l'esclusione dal programma di protezione testimoni del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza. La Commissione ha preso la sua decisione in base al fatto che Spatuzza "ha reso alcune dichiarazioni particolarmente significative ben oltre il limite dei 180 giorni" concesso dalla legge al "pentito" da quando manifesta la volontà di collaborare. La Commissione ha deciso che Spatuzza resta dunque sottoposto alle "ordinarie misure di protezione ritenute adeguate al livello specifico di rischio segnalato".

Una decisione che ha fatto insorgere non solo il sistema giudiziario, ma anche il mondo politico. Tanto che il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, lo ha definito “un morto che cammina”.

Oggi ai microfoni di Sky TG24 il procuratore capo della DDA di Palermo, Antonio di Matteo, ha ribadito la sua “incredulità” per la decisione presa dalla Commissione del Viminale: “La decisione è stata presa da un organo amministrativo e di conseguenza non comporta un giudizio di inattendibilità delle parole del pentito. Il giudizio di attendibilità delle dichiarazioni di Spatuzza spetta solo alla magistratura. E ben tre procure hanno verificato le sue dichiarazioni e le hanno giudicate attendibili. L’attendibilità di Spatuzza verrà comunque giudicate dalle Corte d’Assise che lo vedranno come testimone”. E di fronte alla possibilità che Spatuzza decida di non testimoniare più, Di Matteo si dice convinto del contrario: “Spatuzza continuerà a collaborare e noi lo porteremo di fronte a tutte le corti in cui crediamo necessaria la sua testimonianza”.

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