"Il 30 giugno un altro terremoto": L'Aquila scende in piazza

Una delle chiese distrutte dal terremoto, a L'Aquila
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A più di un anno dal sisma che ha distrutto il capoluogo abruzzese, una manifestazione chiederà al governo di modificare la finanziaria."Il 30 giugno, ultimo giorno di sospensione degli adempimenti fiscali, potrebbe essere quello di un altro sisma”

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Una grande manifestazione cittadina per chiedere al governo le misure necessarie in tema di tasse, occupazione, sostegno all'economia, certezza delle norme e dei tempi della ricostruzione della città e del territorio.
A oltre un anno dal sisma del 6 aprile 2009, L'Aquila scende di nuovo in piazza.
Secondo gli organizzatori della protesta, infatti, la ricostruzione è ferma, il tessuto economico al collasso, la città e il territorio rischiano lo spopolamento. Non è ancora completo il quadro normativo per la sistemazione delle case, non ci sono i soldi nemmeno per saldare le spese di emergenza già effettuate, nessuna misura è stata presa per contrastare il tracollo economico.

Molti aquilani - fannno sapere sempre i promotori - sono ancora costretti a risiedere fuori città, senza vedere nessuna prospettiva di rientro.
In questa situazione, l'articolo 39 della manovra finanziaria prevede che in tutte le zone colpite dal terremoto si tornino a pagare tutte le tasse e i tributi. Non solo. Si chiede in tempi rapidissimi la restituzione di quanto non versato finora.
Per L'Aquila e i comuni del cratere, la data del 30 giugno, ultimo giorno di sospensione degli adempimenti fiscali, potrebbe essere quella del secondo terremoto, il terremoto economico. L'economia delle zone colpite dal sisma del 6 aprile 2009, infatti, si trova tuttora in uno stato di enorme sofferenza: migliaia di disoccupati, cassintegrati, artigiani e commercianti che ancora non riescono a far ripartire le loro attività (e che hanno ricevuto finora solo un modesto sussidio di 800 euro mensili per tre mesi); proprietari di immobili inagibili che dovranno riprendere il pagamento dei mutui, senza poter disporre della loro casa; prezzi alle stelle per i locali commerciali; aziende insolventi a seguito della mancata attività dopo il terremoto.

Secondo i promotori, l'istituzione della Zona Franca Urbana da parte del CIPE alleggerisce solo in parte gli effetti del problema. Già da diverso tempo l'assemblea cittadina, organismo di democrazia partecipata dal basso, che ha ripreso il lavoro dei comitati cittadini nati dopo il sisma e l'esperienza del movimento delle carriole, ha affrontato questo problema.
Ne è nato un dibattito, dentro e fuori l'assemblea stessa, che ha portato all'elaborazione di una serie di richieste al governo, che vanno dalla sospensione di tasse e tributi, al congelamento dei mutui per chi non possa usufruire del bene, a una serie di misure di tutela per tutte le imprese messe in ginocchio dal terremoto.
L'assemblea - si legge ancora nella nota - ha lanciato una mobilitazione cittadina, invitando tutte le istituzioni, le forze sociali ed economiche, politiche e sindacali ad aderire per sostenere rivendicazioni comuni per tutto il territorio colpito dal sisma.
Moltissime sono state le adesioni, a partire dalle principali istituzioni locali.

La manifestazione si svolgerà all'Aquila, con un corteo che si snoderà dal centro storico (ancora zona rossa in larghissima parte chiusa) alla periferia ovest della città. Un corteo che mostrerà a che punto é la ricostruzione e lancerà le parole d'ordine per le richieste al governo.
Sarà un modo per manifestare decisione nelle richieste e unità d'intenti di tutta la popolazione del territorio colpito dal sisma. Per questo sfileranno accanto ai Comitati cittadini i sindaci dei Comuni del cratere con i Gonfaloni, sindacati, associazioni, organizzazioni di categoria.

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