Scuola okkupata, ma dai “prof” arrabbiati

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Continua la protesta degli insegnanti contro i tagli alla scuola: lo sciopero dei docenti blocca migliaia di scrutini. Ma il Ministero dell'istruzione dice che si tratta solo di un'operazione mediatica. E i Cobas protestano al Colosseo

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Seconda giornata di mobilitazione degli insegnanti italiani contro i tagli alla scuola previsti dalla manovra Tremonti. Ieri, il Provveditorato provinciale di Milano aveva annunciato che l’adesione al blocco degli scrutini sarebbe stata minoritaria, avendo avuto poche segnalazioni dagli istituti. Oggi, invece, secondo il quotidiano Repubblica, sono 52 su 110 gli istituti di Milano e provincia a avere bloccato gli scrutini e, secondo Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas, 25 mila in tutta Italia.

Al contrario, il Ministero dell'Istruzione sostiene che il blocco degli scrutini non esiste ed è solo un'operazione mediatica, "dettata dalla ricerca di visibilità politica e destituita da qualsiasi fondamento reale". E' quanto afferma in una nota, sostenendo che "in questi giorni, in Italia, si sono registrati solo casi isolatissimi di blocco degli scrutini nelle scuole". A giudizio del Ministero si tratterebbe di "un caso che esiste solo sui giornali e nei servizi dei tg" e che in tutti gli istituti scolastici d'Italia, le operazioni di chiusura dell'anno scolastico proseguono regolarmente.

Il meccanismo della protesta è semplice: per legge basta l’assenza di un solo insegnante della classe perché lo scrutinio non si possa svolgere. Così, i “prof” hanno deciso di scioperare a scacchiera, facendo saltare molte riunioni (prevista negli istituti una raccolta di solidarietà a sostegno degli scioperanti). La conseguenza è che i presidi saranno costretti a ingegnarsi  perché tutti gli scrutini si svolgano entro il 22 giugno, data prevista, sempre secondo la legge, per le riunioni delle commissioni di esame, non rimandabili neppure in caso di sciopero. La soluzione potrebbe essere scrutini notturni o festivi.

Il Provveditorato stesso ha riconosciuto la legalità della forma di protesta, ma ha richiamato alla responsabilità nei confronti degli studenti. Se lo sciopero dovesse continuare anche domani, però, scatterebbero per i lavoratori la precettazione e pesanti sanzioni in quanto la normativa non permette più di due giorni di sciopero in periodo di scrutini.

Intanto, oggi i Cobas hanno organizzato una manifestazione di protesta degli insegnanti che hanno perso il posto di lavoro con i tagli al Colosseo di Roma, con tanto di cartelli appesi ai vari anelli del monumento. Rimane confermata per il 25 giugno la manifestazione organizzata da Flc Cgil e il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni ha chiesto che il governo incontri immediatamente le parti sociali perché finisca “questa storia di colpi su colpi sul mondo dell’istruzione: se ci sono poche risorse, si gestiscano senza toccare la dignità degli insegnanti e della scuola. I lavoratori non sono più disposti a sopportare”.

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