Inchiesta G8, a settembre il processo a Piscicelli

Nella foto, contenuta nei documenti dell'inchiesta sugli appalti per i Grandi Eventi, si vedono l'imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli e l'imprenditore Riccardo Fusi
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L'imprenditore che rise il giorno del terremoto sarà davanti al gup il 21 settembre. A Firenze, intanto, il riesame si riserva di decidere sulla scarcerazione di Fabio De Santis e Angelo Balducci

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Comincerà soltanto il 21 settembre il processo davanti al gup di Firenze, Anna Favi, per Francesco Maria De Vito Piscicelli, l'unico dei quattro imputati ad aver scelto l'abbreviato rispetto al giudizio immediato disposto dalla Procura nell'ambito dell'indagine sull'appalto della Scuola dei Marescialli.
Piscicelli, l'imprenditore che insieme al cognato rideva il giorno del sisma in Abruzzo al pensiero degli appalti che avrebbe ottenuto, si trova agli arresti domiciliari a Roma.

Gli altri indagati, per i quali è stato disposto il rito immediato, tra i quali l'ex provveditore ai Lavori Pubblici, Angelo Balducci e quello della Toscana, Fabio De Santis, dovranno presentarsi martedì davanti al giudice per l'inizio del processo.
Riguardo ciò che potrà accadere martedì al tribunale di Firenze, dove è in programma l'udienza del processo per la Scuola Marescialli "non ho la sfera di vetro della maga". Così ha risposto il difensore di Fabio De Santis, l'avvocato Alfredo Gaito, ai giornalisti che gli chiedevano informazioni sugli esiti del trasferimento degli atti da Firenze a Roma chiesto dalla Cassazione.
Anche il difensore di Angelo Balducci, Franco Coppi, si è detto perplesso. "Non abbiamo idea. Dai giornali sappiamo che il presidente del Collegio si potrebbe astenere. Però il processo è già incardinato e bisogna vedere se c'è la competenza. La Cassazione ha ritenuto che sia di Roma. Sarebbe strano se ciò valesse solo per la custodia cautelare e non per il processo. La questione va sollevata e poi è il tribunale che decide", ha detto Coppi.




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