Claps, sui resti di Elisa manca il Dna di Restivo

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Dagli esami finora compiuti sui reperti del sottotetto non sono emerse tracce biologiche del 38enne detenuto in Inghilterra e accusato dell’omicidio della ragazza. Ma fonti vicine alle indagini precisano che la posizione dell’indagato non cambia

Elisa Claps: L'ALBUM FOTOGRAFICO

Dagli esami finora compiuti sui numerosissimi reperti recuperati nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza, dove il 17 marzo scorso venne scoperto 'ufficialmente' il corpo di Elisa Claps, non è finora emerso il Dna di Danilo Restivo, di 38 anni, detenuto in Inghilterra e accusato dalla magistratura di Salerno di essere il responsabile del delitto. Lo si è appreso da fonti vicine alle indagini.

Gli accertamenti dei periti nominati del Gip Attilio Franco Orio - Giorgio Portera, Vincenzo Pascale, Eva Sacchi, Cristina Cattaneo e Alessandro Travaglini - non sono, tuttavia, ancora conclusi (essendo previsti altri esami scientifici), per cui è probabile che sarà chiesta una proroga del termine indicato dal giudice per il deposito della consulenza tecnica.

Le stesse fonti fanno, peraltro, rilevare che il mancato ritrovamento, fino a questo momento, del profilo genetico di Restivo (chiesto ed ottenuto dalla magistratura di Salerno mediante rogatoria internazionale) non modifica la posizione dell'indagato, restando a suo carico "gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza in ordine all'omicidio di Elisa Claps" sui quali si fonda il mandato di arresto europeo emesso a suo carico. Tra i reperti all'esame dei consulenti - ai quali l'incarico è stato affidato nel corso di un incidente probatorio - figurano gli occhiali di Elisa, un suo braccialetto, un orologio e parte degli indumenti trovati addosso al cadavere mummificato, un'ascia arrugginita e una tuta da lavoro, oltre ad altro materiale "raccolto" nel sottotetto della Chiesa. Al centro dell'incidente probatorio vi sono gli accertamenti per trovare eventuali tracce di metallo su alcune ossa di Elisa, a conferma della tesi secondo cui la ragazza fu colpita con un coltello, ma anche la ricerca di eventuali impronte digitali latenti e di tracce di Dna di persone diverse dalla vittima.

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