Muro anti-Rom nell’ex Stalingrado italiana

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A Sesto san Giovanni è iniziata la costruzione di una lunga e alta cancellata per impedire ai nomadi l’entrata in un campo utilizzato da anni come accampamento. Il sindaco, Giorgio Oldrini: "Abbiamo messo in sicurezza un'area pericolosa”

Il muro in realtà è una cancellata. Ma il termine modifica di poco la realtà: sono 350 metri di barriera costruita per impedire ai nomadi di entrare in un'area usata da anni come accampamento anche se abusivo. Uno dei primi sbarramenti del genere in Italia, costruito non in un comune a guida leghista, ma a Sesto San Giovanni, l'ex Stalingrado di Italia.
   
"Abbiamo dovuto prendere questa decisione per mettere in sicurezza un'area pericolosa perché si trova a ridosso dei binari e vicino alla stazione - ha risposto alle critiche il sindaco di centrosinistra Giorgio Oldrini - Per quanto riguarda le accuse di venire meno alla politica di accoglienza credo che nessuno ci possa insegnare nulla, inoltre abbiamo sempre sostenuto che l'integrazione deve andare di pari passo con il rispetto delle regole e della legalità”.
   
I lavori per costruire quello che ormai è stato battezzato muro anti-rom sono cominciati martedì mattina. Alle 8,30 gli operai della ditta che si è aggiudicata lavori erano sul posto, via Luini, poco distante dalla stazione, confine con Monza. Una cancellata era già stata sistemata da anni per impedire l'accesso dalla strada. Con il risultato che gli abusivi guadagnavano il campo passando dai binari. E due anni fa c'era stata la disgrazia: due ragazzini rom erano finiti sotto un treno.
   
Prima di cominciare l'intervento è stato necessario chiamare le forze dell'ordine per allontanare una trentina di nomadi ancora arroccati nell'area. C'erano il sindaco Oldrini, un paio di assessori e il consigliere di opposizione e capogruppo del Pdl, Antonio Lamiranda, avvocato. "E' una sconfitta della politica di sinistra dell' accoglienza - ha detto Lamiranda - Per noi è un impegno elettorale che si concretizza pur stando all'opposizione". Il muro dovrebbe essere pronto entro 90 giorni. Quindi l'area sarà adibita a distretto di piccole e medie industrie. "I lavori sono iniziati - ha detto Lamiranda - ma noi comunque vigileremo perché non intervenga nulla a impedirne la prosecuzione".
   
Il costo totale dell'intervento (circa 192.000 euro), è stato finanziato con gli stanziamenti governativi per la sicurezza. Intanto su Internet si organizzano i primi gruppi di protesta “No muro anti-rom”.

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