Camorra, maxisequestro di beni contro il boss Setola

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Nuovo colpo al cuore del clan dei Casalesi. I carabininieri del comando provinciale di Napoli hanno confiscato parte del patrimonio riferibile a fiancheggiatori del capo dell'ala stragista della fazione Bidognetti

Dalle prime ore dell'8 giugno agenti della Dia partenopea e carabinieri del comando provinciale di Napoli e Caserta hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip di Napoli su richiesta della Dda. La confisca ha interessato alcuni dei beni riferibili a fiancheggiatori di Giuseppe Setola, capo della fazione stragista del clan dei Casalesi. Parte del patrimonio immobiliare sequestrato era utilizzato dal gruppo camorristico, facente capo al boss, quale base logistica per il compimento di efferati fatti di sangue nonché rifugio per pericolosi latitanti.

I beni colpiti dal provvedimento sono, per lo più, strutture turistico-alberghiere, ubicate a Napoli e nella zona di Giugliano. E' stato sequestrato anche l'intero patrimonio di una società, che gestiva un ristorante nella lussuosa piazza dei Martiri, "segnale evidente - come sottolineato dalla Dia - dell'ingerenza del clan dei Casalesi anche in rinomate zone del capoluogo partenopeo".

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