Lettera minatoria con cinque proiettili ai coniugi Mastella

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Una missiva di minacce, contenente alcune cartucce, è stata recapitata nella villa di Ceppaloni del leader dei Popolari Udeur. Il testo era firmato "Nuove brigate rosse". E da Facebook arriva il commento della signora Mastella

Non rilascia dichiarazioni lady Sandra in merito alla lettera minatoria, ricevuta in mattinata nell'abitazione di Ceppaloni e contenente cinque proiettili. L'unico commento sulla missiva, firmata Nuove Brigate Rosse, viene fatto dall'ex presidente della Regione Campania attraverso Facebook: "Cari amici, queste nuove minacce alla nostra famiglia devono far riflettere un po' tutti. Quando si alimenta un clima di odio, di contrapposizione dura, questi sono i risultati. Io comunque sono serena e ancor piu' determinata a continuare nel mio lavoro in rappresentanza della mia regione, del mio territorio, della gente che mi ha dato fiducia. Non mi faccio certo intimidire. Di sicuro non fa piacere ricevere proiettili, lettere minacciose, telefonate anonime... E' un'esperienza che non auguro a nessuno". Per la consorte dell'ex guardasigilli, rieletta in marzo nell'Udeur, "la cosa migliore da fare è opporre alla violenza di nemici tanto vigliacchi la forza delle idee, dei propri convincimenti".

Contenente anche minacce al presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, all'assessore al Lavoro, Severino Nappi nonché al sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, la lettera è stata ritirata dalla donna delle pulizie nella cassetta postale della villa. Secondo quanto s'è appreso, la missiva sarebbe stata scritta a mano. Essa fa seguito a una serie di minacce telefoniche, giunte, nell'ultimo mese, in casa del leader dei Popolari Udeur Clemente Mastella, il quale, in partenza da Bruxelles per l'Italia, non ha voluto commentare l'accaduto. Gli ambienti politici vicini al leader dell'Udeur esprimono preoccupazione anche per la minaccia rivolta a Severino Nappi. C'è chi ricorda l'uccisione nel 1982 da parte delle Brigate Rosse del democristiano Raffaele Delcogliano, anche lui assessore regionale al Lavoro.

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