Ordinanza di custodia per un avvocato dei Casalesi

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I carabinieri della città campana hanno eseguito numerose ordinanze di custodia in carcere contro il clan dei Casalesi. Tra i destinatari anche un legale del Foro di Santa Maria Capua Vetere, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa

I carabinieri del Comando provinciale di Caserta hanno eseguito numerose ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di esponenti di vertice ed affiliati della fazione del clan dei Casalesi capeggiata da Francesco Bidognetti, detto “Cicciotto 'e mezzanotte”. Gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, subornazione, induzione a non rendere dichiarazioni all'Autorità Giudiziaria, riciclaggio e intestazione fittizia di beni, con l'aggravante del metodo mafioso.
   
Tra i destinatari dei provvedimenti figura anche un avvocato  del Foro di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), difensore di alcuni esponenti di spicco del clan, cui viene contestato il concorso esterno in associazione mafiosa.
   
L'indagine ha consentito di accertare - spiegano gli investigatori - il ruolo di leader del gruppo di Francesco Bidognetti, nonostante la detenzione in regime di 41 bis, attraverso il determinante apporto dell'avvocato arrestato, che avrebbe fatto da tramite tra i gregari ed i vertici della cosca.
   
Dagli accertamenti dei carabinieri è emersa anche una consistente attività di riciclaggio attuata attraverso la gestione di agenzie di onoranze funebri e di imprese edili e l'intestazione a prestanome beni mobili ed immobili, riconducibili invece proprio a Bidognetti. Tali beni erano stati acquisiti anche attraverso la figura di Carmine Diana, imprenditore, titolare della “Impregica”, ditta già venuta alla ribalta nell'inchiesta sui grandi appalti del G8 alla Maddalena.
I carabinieri hanno anche accertato il tentativo di indurre, con minacce e promesse di danaro, alcuni collaboratori di giustizia, tra cui Domenico Bidognetti, nipote di Francesco Bidognetti, Anna Carrino, per anni compagna del boss, Massimo Iovine e Luigi Guida, a non rendere dichiarazioni agli investigatori.
 
Sono state, infine, accertate alleanze della famiglia Bidognetti con clan del Napoletano ed uno stretto rapporto con la famiglia di Michele Zagaria, latitante da oltre 14 anni.

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