Temi a 5 euro: scoperto mercato in un liceo di Padova

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Alcuni allievi dell'istituto Tito Livio avrebbero garantito la sufficienza nel compito in classe con pochi euro. I dirigenti della scuola hanno inflitto diverse pene, ma alcune famiglie protestano

Temi e traduzioni di latino e di greco scaricati da internet e passati agli studenti sul cellulare o "brevi manu" nei bagni per la modica cifra minima di 5 euro a garanzia della sufficienza o con prezzi più impegnativi se l'acquirente desiderava un voto più alto.
Il mercato dei compiti era divenuto fiorente negli ultimi tempi al liceo classico Tito Livio di Padova, tanto attivo da essere pubblicizzato sfacciatamente su Facebook.

Una mancanza di riservatezza costata cara a sei studenti, considerati i promotori dell'iniziativa, che sono stati sospesi da due a dieci giorni.
Il trucco, scoperto da alcuni insegnati, era in fondo semplice. Appena conosciuto il contenuto del compito in classe uno studente chiedeva di uscire, si accordava con alcuni colleghi di classi superiori in attesa fuori dall'aula e questi, dopo pochi minuti, consegnavano direttamente o attraverso telefonino il compito eseguito a regola d'arte.

Scoperto il mercatino la scuola ha usato il pugno di ferro infliggendo pene diverse in relazione alle responsabilità degli studenti. Un intervento punitivo che non ha mancato di sollevare reazioni di rabbia in alcune famiglie che ora meditano di impugnare i provvedimenti a carico dei loro figli.

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