Mafia, sequestrati 153 milioni ai clan palermitani

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Più di novanta immobili tra terreni e fabbricati, venti automezzi e trentotto rapporti bancari e postali: a tanto ammonta il patrimonio messo sotto sequestro dalla Guardia di Finanza, riconducibile a presunti affiliati a Cosa Nostra

Nuovo colpo alle casse di Cosa Nostra con l'operazione "Tifone" della Guardia di Finanza di Palermo che ha sequestrato i patrimoni delle cosche della Guadagna, di Brancaccio, di Porta nuova e di Palermo Centro.
Il valore dei beni oggetto del provvedimento cautelare ammonta a oltre 153 milioni di euro. Si tratta in tutto di 93 immobili tra terreni e fabbricati per un valore di oltre 83 milioni di euro, di 6 persone giuridiche e quote sociali per un equivalente di circa 70 milioni, di 20 automezzi (379 mila euro circa) e di 38 rapporti bancari e postali alcuni in corso di quantificazione e che allo stato sono stimati in circa 100 mila euro.

I destinatari dei provvedimenti sono sia nuove leve del "pizzo" operanti nei mandamenti di Brancaccio e Porta Nuova, sia presunti "reggenti" dei clan. 
Il sequestro disposto dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo riguarda complessivamente 15 persone. Tutti sono stati arrestati con le accuse tra l'altro di associazione mafiosa ed estorsione il 12 maggio del 2009 nell'ambito dell'operazione "Cerbero".

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