Casa dello Studente, si aggrava la posizione di tre indagati

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Il pm ha sollevato nuove contestazioni al presidente dell'Azienda per il diritto allo studio universitario de L'Aquila Luca D'Innocenzo, al direttore Luca Valente e al responsabile tecnico Pietro Sebastiani. Udienza rinviata al 12 giugno

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Si aggrava la posizione di tre degli 11 indagati per il crollo della Casa dello Studente, dove il 6 aprile 2009 sono morti otto giovani. Nel corso dell'udienza preliminare, che si è svolta oggi davanti al Gup del tribunale de L'Aquila Giuseppe Grieco, il pm Fabio Picuti ha sollevato nuove contestazioni al presidente dell'Azienda per il diritto allo studio universitario (Adsu) de L'Aquila Luca D'Innocenzo, al direttore Luca Valente e al responsabile tecnico Pietro Sebastiani: per i primi due il pm ha chiesto al gup di approfondire il dato relativo al fatto di "non aver dato seguito alle indicazioni derivate dallo studio di 'Abruzzo engineering' sulle criticità della struttura"; per il terzo i rilievi riguardano la condotta relativa alla mancata disposizione o alla mancata richiesta di disposizione dello sgombero dei locali.

Il gup del tribunale de L'Aquila Giuseppe Grieco ha rinviato al 12 giugno prossimo l'udienza preliminare per il crollo della Casa dello Studente per verificare la legittimazione delle costituzioni delle parti civili che complessivamente sono 54. L'istanza è stata posta dai difensori degli indagati per i quali deve essere approfondito il discorso sul diritto a costituirsi parte civile da parte di soggetti o enti che non siano direttamente collegati ai parenti più stretti delle vittime delle costituzioni di parte civile, anche per notificare gli atti ai parenti degli indagati scomparsi.

L'udienza preliminare, quindi, non è stata rinviata come nel caso di quella sul crollo del Convitto nazionale, lo scorso 17 maggio aggiornata al 7 giugno, a causa di vizi di forma nelle notifiche agli indagati. Uno dei legali degli indagati, Fabio Alessandroni, ha sottolineato "che tra le 54 costituzioni di parte civile molte sono enti ed istituzioni e sulla legittimazione avremo molto da ridire" .

A margine dell'udienza Anna Maria Cialente, la mamma di una delle vittime, torna a parlare a SKY TG24 di una tragedia annunciata: “Facevano ridipingere in continuazione una colonna per coprire le crepe”.
Due degli 11 indagati hanno chiesto il trasferimento del procedimento al tribunale di Campobasso perché all'Aquila non ci sarebbero le condizioni per un rito sereno. A decidere su questo punto sarà la Cassazione.

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