Maroni: "Revocato l'asilo politico a Abu Imad"

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All'ex imam di viale Jenner (Milano) era stato riconosciuto nei giorni scorsi lo status di rifugiato politico. Poi la riunione d'urgenza della Commissione centrale del Viminale. L'uomo sta scontando in carcere una condanna in via definitiva per terrorismo

La Commissione nazionale per il diritto all’asilo ha revocato lo status di rifugiato concesso la scorsa settimana a Abu Imad, ex imam dell'Istituto culturale islamico di viale Jenner a Milano. L’annuncio arriva dal ministro dell’Interno Roberto Maroni. “Abu Imad – ha detto il titolare del Viminale – rimarrà in carcere fino alla fine della sua pena. Dopo sarà espulso in Egitto”.

L’ex imam, arrivato a Milano nel 1993, nel ’96 è diventato il massimo rappresentante religioso della prima comunità musulmana della Lombardia. È ritenuto colpevole di aver messo in piedi una cellula salafita, attiva nella città e nella regione, che avrebbe avuto in programma la jihad e il reclutamento di persone disposte ad azioni suicide in Italia e all'estero. Il 29 aprile scorso è stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione per associazione per delinquere finalizzata al terrorismo internazionale. Sta scontando la pena nel carcere di Benevento. Aveva chiesto asilo politico sostenendo che in Egitto avrebbe potuto subire persecuzioni politiche e giudiziarie.

“È una vicenda iniziata nel 1995 – ha spiegato Maroni – quando Abu Imad ha chiesto il diritto d’asilo che gli fu negato dalla commissione territoriale della Lombardia. Ci fu un ricorso e il Tar diede ragione all'imam. Il Consiglio di Stato ha confermato nel 2006 la decisione del Tar che però non è stata notificata fino al febbraio di quest'anno. Nel frattempo per Abu Imad c'è stata una condanna definitiva. La commissione regionale, quindi, ha rinviato la questione a quella nazionale”. Che, in una riunione convocata d’urgenza, ha revocato il diritto d'asilo.

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