Camorra, tangente su vincita del superenalotto: 5 arresti

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Il clan Cava-Genovese aveva individuato molti dei 30 fortunati che nel gennaio del 2008 avevano centrato un 6 da 33 milioni di euro. Da ognuno dei vincitori, operai e artigiani, pretendevano con minacce parte della vincita per finanziare gli affiliati

Le mani della camorra erano arrivate anche su una milionaria vincita al superenalotto realizzata due anni fa ad Ospedaletto d'Alpinolo, in provincia di Avellino, che pretendeva una tangente dai vincitori di un superenalotto da 33 milioni di euro, assegnato nel gennaio 2008.

Alcuni dei 30 sistemisti hanno ceduto alle pressioni del clan Cava-Genovese, attivo nell'avellinese, altri si sono rivolti ai carabinieri del comando provinciale di Avellino. Le indagini sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia e hanno permesso di ricondurre anche alcuni attentati compiuti negli ultimi due anni tra Avellino, Mercogliano e Ospedaletto d'Alpinolo.
L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip del tribunale di Napoli Nicola Miraglia del Giudice, su richiesta dei pm Franceso Soviero e Rosario Campelmo, è stata eseguita dai carabinieri del comando provinciale di Avellino.

In carcere sono finiti cinque esponenti del clan tra i quali anche il figlio Modestino Genovese, capo dell'organizzazione, che essendo minorenne all'epoca dei fatti è stato raggiunto da un decreto di fermo emesso dalla Procura presso il Tribunale di minori di Napoli. Marco Antonio Genovese deve rispondere anche di minaccia nei confronti di giovani e del titolare di una ditta che si era rifiutato di assumere un suo protetto.

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