Crac Parmalat, per Tanzi confermati dieci anni in appello

Callisto Tanzi durante il processo
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Nessuno sconto per l'ex patron accusato di aggiotaggio e ostacolo all’autorità di vigilanza. In appello i giudici confermano la sentenza. Dovrà risarcire cento milioni ai risparmiatori. Condannati altri due manager

La Corte d'Appello di Milano ha confermato la condanna a 10 anni di reclusione per l'ex patron di Parmalat Calisto Tanzi nell'ambito del processo di secondo grado per aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza nell'ambito del crac del gruppo di Collecchio. L'ex patron dovrà inoltre risarcire ai risparmiatori - circa 32 mila persone associate in un Comitato - un totale di circa 100 milioni di euro a titolo di provvisionale, pari al 30% del danno provocato dal carc dell'istituto di Collecchio.

I giudici d'appello, riformando la sentenza di primo grado in cui tutti gli altri sei imputati erano stati assolti, hanno poi condannato a tre anni Luciano Silingardi, ex membro del cda di Parmalat, e a due anni e sei mesi Giovanni Bonici, ex manager del gruppo. 

Confermata anche in appello l'assoluzione per i tre ex funzionari di Bank of America Luca Sala, Antnio Luzi e Luis Moncada. La procura generale aveva chiesto per Tanzi un inasprimento della pena a 11 anni e un mese, e pene fra tre e cinque anni per tutti gli altri imputati assolti dal Tribunale.

Ovviamente ricorreremo in Cassazione" ha affermato il legale di Calisto Tanzi, l'avvocato Giampiero Biancolella, commentando la sentenza. "Prendiamo atto della conferma della condanna - ha spiegato il legale - certamente il frazionamento dei processi tra Milano e Parma ha creato difficoltà nel ricostruire la vicenda". Sul fatto che Tanzi sia stato condannato anche a risarcire a titolo di provvisionale i risparmiatori, per oltre cento milioni di euro, l'avvocato ha detto: "Ciò si inserisce nel filone dei sequestri di beni che Tanzi ha già subito ed è certamente un aspetto censurabile della sentenza".
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