Bologna, immigrata si cuce le labbra per protesta

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Una donna di origini tunisine, detenuta nel Cie della città emiliana, si è cucita la bocca per protestare contro il rigetto della sua domanda d’asilo. Trasportata all’ospedale ha rifiutato le cure. Un altro immigrato tenta la fuga e si frattura una gamba

Una immigrata del Centro di identificazione ed espulsione di Bologna, ieri sera si è cucita le labbra con ago e filo per protestare contro il rigetto della sua richiesta di asilo politico.
   
La donna con le labbra cucite - ha reso noto la direzione del Cie - è stata subito soccorsa e trasportata in ospedale dove è anche stata sottoposta a valutazione psichiatrica. Dato che è stata dichiarata capace di intendere e di volere e ha continuato a rifiutare ogni cura, i medici non hanno potuto toglierle il filo dalle labbra, perché si sarebbe trattato di una violazione della sua volontà. Così la donna è stata ricondotta al Cie.
   
"Tutti sono liberi di protestare - ha detto la direttrice del Cie, Annamaria Lombardo - ma stiamo cercando di convincerla a intraprendere altre strade, come ad esempio il ricorso rispetto al rigetto della sua domanda di asilo politico". L' immigrata viene assistita da personale medico, infermieristico e da mediatori culturali. Chiede di parlare con il magistrato e la sua richiesta è stata sottoposta all' Ufficio immigrazione di Bologna. La cucitura consiste comunque in qualche punto e la donna, è in grado di parlare e di bere. Clandestina in Italia da quattro anni, dopo un periodo di detenzione per fatti di droga è stata portata al Cie di Bologna dalla Questura di Rovigo
   
Tra l'altro oggi un altro ospite del Cie bolognese sottoposto nei giorni scorsi a visita psichiatrica, mentre si trovava in una struttura ospedaliera per essere valutato da una equipe medica, si è gettato dal piano ammezzato in un tentativo di fuga ed è stato ricoverato per la frattura di un tibia. Due agenti di polizia son rimasti contusi.
    

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