Arresti domiciliari a Scaglia, il suo blog: "Era ora"

Il blog dedicato a Silvio Scaglia
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Dopo più di ottanta giorni di carcere preventivo, il fondatore di Fastweb esce da Rebibbia. E il blog creato nei giorni scorsi per "non dimenticarlo in galera" festeggia. I suoi avvocati: "Giusto liberarlo pienamente"

di Filippo Maria Battaglia

Il cronometro del blog continua a contare i giorni della carcerazione preventiva: ottantuno, e una manciata di ore. Ormai, però, potrebbe anche fermarsi.
Il fondatore di Fastweb Silvio Scaglia,  accusato di associazione per delinquere finalizzata all’evasione fiscale e dichiarazione infedele mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti, ha trascorso lunedì l'ultima notte al carcere di Rebibbia. Da oggi potrà ritornare a casa: gli sono stati concessi gli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta che lo vede coinvolto in un presunto riciclaggio di due miliardi di euro.

La decisione del gip è arrivata lunedì sera, poco dopo le 20. E il blog creato nei giorni scorsi per "non dimenticare in galera" l'ex amministratore delegato di Fastweb ha subito festeggiato. "Bentornato", "Finalmente", "Era ora!" sono i messaggi pubblicati sul sito che nei giorni scorsi aveva ospitato, tra l'altro, le testimonianze di diverse prime lame dell'imprenditoria italiana, schierate tutte in difesa del fondatore del gruppo telefonico.

Nei giorni scorsi, era stata la moglie di Scaglia a scrivere al presidente Giorgio Napolitano per chiedere di "far luce sul suo caso e su quelli delle tante persone che, come lui, si trovano ingiustamente in carcere". Dopo più di ottanta giorni di detenzione preventiva, è arrivata la scarcerazione. "Sarebbe stato giusto liberarlo pienamente", dicono i suoi legali, in un comunicato pubblicato anche sul blog. Intanto sul suo sito, si festeggia "la fine di un incubo".

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