La Guardia di Finanza: mai dato la Lista Anemone a nessuno

Diego Anemone al momento della scarcerazione
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Le Fiamme Gialle smentiscono di aver consegnato l'elenco alla procura di Roma o ad Achille Toro. Il documento fa parte di una una verifica fiscale "tuttora in corso di svolgimento"

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La "lista Anemone" non è mai stata consegnata dalla guardia di finanza alla procura di Roma, come hanno scritto alcuni organi di stampa, ma è stata acquisita dalle fiamme gialle per una verifica fiscale "tuttora in corso di svolgimento". Lo dice la guardia di finanza di Roma, lo ripete il procuratore della repubblica della capitale. E intanto il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli, due importanti collaboratori del quale sono stati convocati dai pm che indagano sui "grandi eventi", afferma di non essere preoccupato, mentre il leader del Pd, Pierluigi Bersani insiste nel chiedere che non si riduca tutto alle "mele marce", perché la corruzione sta dilagando.

"Con riferimento al contenuto di alcuni articoli stampa pubblicati negli ultimi giorni, laddove si afferma che la cosiddetta 'lista Anemome' - afferma una nota della guardia di finanza- sarebbe stata consegnata alla procura della Repubblica di Roma e/o all'ex procuratore aggiunto della capitale  Achille Toro, si precisa che tali notizie sono prive di fondamento. Si precisa, altresì, che tale documentazione è stata acquisita nell'ambito di una verifica fiscale d'iniziativa, tutt'ora in corso di svolgimento, e che l'intero contesto investigativo relativo ai cosiddetti 'grandi eventi' è oggetto di approfondimenti delegati dalla procura della Repubblica di Perugia".

A sua volta la procura di Roma ribadisce quanto già affermato in un comunicato stampa di quattro giorni fa. "Nonostante la smentita del 14 maggio - si legge in una nota firmata dal procuratore Giovanni Ferrara - si è constatato che alcuni quotidiani di oggi hanno nuovamente riportato la notizia che la 'lista Anemone' sarebbe stata portata a conoscenza della procura di Roma. La notizia è falsa - chiarisce Ferrara - ed è stata smentita anche dal comando provinciale della guardia di finanza. Si ribadisce, quindi, che questo ufficio non è mai venuto a conoscenza della lista".

"Non sono assolutamente preoccupato, la magistratura faccia il proprio dovere. Ercole Incalza, non lo ho ancora incontrato, non ci ho parlato, ero fuori", ha detto il ministro Matteoli riferendosi ad un altro suo collaboratore che avrebbe avuto in dono una casa a Roma da Anemone, con lo stesso meccanismo di cui avrebbe usufruito l'ex ministro Claudio Scajola.

"Bisogna cambiare rotta - ha affermato il segretario del Pd Bersani - se non vogliamo aprire un'autostrada alla corruzione  Qui non si tratta di mele marce, ma della cesta. Noi nella manovra cercheremo di dare una mano e dei suggerimenti per far ripartire questo settore fondamentale per l'economia. Ma i meccanismo attuali sono da rivedere: non si può rimandare ogni volta l'ordinario per lo straordinario, magari ammantando questa scelta con belle parole. Adesso basta: si metta in ordine l'ordinario".

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