Appalti, Zampolini: pensavo di fare un favore a Balducci

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L'architetto è stato sentito dai pm di Perugia nell'ambito dell'inchiesta Grandi eventi per spiegare la natura dei suoi legami con l'imprenditore Diego Anemone, anche alla luce della lista di persone a cui l'imprenditore avrebbe fatto favori

L'INCHIESTA SULLE GRANDI OPERE: L'ALBUM FOTOGRAFICO

"Pensavo di fare un favore a Balducci". Così avrebbe risposto nel corso dell'interrogatorio l'architetto Angelo Zampolini ai pm di Perugia Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi che lo hanno interrogato per circa tre ore negli uffici della Procura di Perugia.
Secondo quanto riferito da fonti giudiziarie, infatti, dopo le tre ore di interrogatorio l'architetto avrebbe
affermato che pensava di fare un favore ad Angelo Balducci, all'epoca presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici del ministero delle Infrastrutture, gestendo un giro di assegni circolari destinati a contribuire all'acquisto di case per personaggi delle istituzioni e ottenuti con denaro che gli investigatori ritengono collegato a Diego Anemone.
Balducci, uno dei principali indagati delle inchieste sui Grandi eventi condotte a Firenze e Perugia, è in
custodia cautelare in carcere.

Fonti giudiziarie hanno anche riferito che su computer dell'architetto sarebbe stata rinvenuta una lista di lavori compiuti in ambito istituzionale e che Zampolini avrebbe anche confermato il passaggio di soldi effettuato per l'acquisto della casa di Ercole Incalza, dirigente del Ministero delle Infrastrutture.
Sempre stando alle indiscrezioni Zampolini non avrebbe fornito particolari inediti ai magistrati, ossia ad altre operazioni che, secondo l'accusa, l'architetto avrebbe svolto per conto dell'imprenditore Diego Anemone.
Avrebbe invece fornito dettagli sugli episodi già accertati dagli inquirenti sull'acquisto dei quattro immobili che Anemone ha finanziato per favorire l'alto funzionato alle Infrastrutture Angelo Balducci (appartamento comprato per il figlio), all'ex ministro Claudio Scajola e due appartamenti acquistati dal generale della Guardia di Finanza Francesco Pittorru, uno dei quali destinato alla figlia.

Zampolini quindi collabora con gli inquirenti? E' presto per dirlo si fa notare negli ambienti giudiziari. Per il momento risponde su fatti che non può negare, ossia su quelle operazioni già accerttate dai magistrati a livello documentale. Vale a dire ai soldi consegnati a Zampolini dall'autista tuttofare di Diego Anemone, il tunisino Ben Laid Hidri Fathi, cambiati in assegni circolari alla Deutsche Bank e
utilizzati per comprare i famosi quattro appartamenti.

Nel corso dell'interrogatorio - a quando si apprende - a Zampolini i magistrati della Procura di Perugia avrebbero mostrato l'ormai famosa 'lista Anemone', che contiene i nomi di 412 personaggi importanti del mondo politico, imprenditoriale e dello spettacolo a cui Anemone avrebbe fatto lavori di ristrutturazione di appartamenti o di altro genere. La lista era stata sequestrata nel corso di una
perquisizione effettuata negli uffici dell'imprenditore e contenuta nel computer del fratello di Anemone, Daniele.

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