La Fracci attacca Alemanno: "Vergogna, farabutto". IL VIDEO

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno e la ballerina Carla Fracci
1' di lettura

È successo al Teatro dell'Opera di Roma, durante la manifestazione dei lavoratori contro il decreto di riforma delle fondazioni liriche. L'etoile, a cui non è stato rinnovato il contratto di direzione del corpo di ballo, ha inveito contro il sindaco

Gli ha puntato il dito contro, infuriata e rossa in viso, urlandogli: “Vergogna, farabutto. È colpa tua". Così la ballerina Carla Fracci si è scagliata contro il sindaco della capitale Gianni Alemanno. Lui, che aveva appena terminato il suo intervento, è rimasto seduto e non ha reagito. È successo al Teatro dell’Opera di Roma, durante la manifestazione organizzata dai sindacati contro il decreto di riforma delle fondazioni liriche. Alemanno aveva appena finito di parlare. Il suo intervento, in qualità di presidente della Fondazione dell'ente lirico romano, si era aperto tra gli applausi. “Non condivido una scelta che faccia ricadere solo sui lavoratori le difficoltà della crisi”, ha esordito. Poi, dalle persone che riempivano i palchi tra bandiere e striscioni, sono arrivati i fischi. Soprattutto quando il sindaco, anziché appoggiare il ritiro del decreto Bondi (come richiesto dai sindacati), ha parlato di “una seria fase negoziale che permetta di modificarlo”.

Carla Fracci, seduta in prima fila, ha aspettato che Alemanno tornasse al suo posto. Poi si è alzata di scatto e ha cominciato ad inveire contro il primo cittadino. “Vergogna – ripeteva l’etoile a cui di recente non è stato rinnovato il contratto di direzione del corpo di ballo del teatro romano –, per due anni non mi ha mai ricevuto. E sono cose che non dico per me, ma per il futuro di questo teatro”. Per calmare la danzatrice sono intervenuti il sindaco di Bari Michele Emiliano e i parlamentari del Pd Vincenzo Vita ed Emilia De Biasi.

“Ho tutto il rispetto per la carriera artistica di Carla Fracci, ma credo che per il Teatro dell'Opera di Roma sia giusto voltare pagina – ha commentato più tardi Gianni Alemanno –. Lei si lamentava perché non l'ho incontrata. Lo farò, ma il problema è che ora bisogna dare spazio ai giovani. Lei mi chiede il rinnovo di un contratto che però io, con tutto il rispetto, ritengo superato. Capisco la sua amarezza, ma non possiamo farci nulla”.





Guarda anche:
Danza, Giuseppe Picone: "Servono riforme, non tagli"
Napolitano firma il decreto, proteste nei teatri
La Scala in sciopero: salta il Simon Boccanegra
Lissner: i giovani non vanno a teatro perché costa troppo

Leggi tutto