Saviano: “Fiero di essere un rompiscatole”

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Lo scrittore al Salone Internazionale del Libro di Torino: “Raccontare il proprio Paese non significa diffamarlo, ma significa amarlo"

E' stato Roberto Saviano il protagonista di domenica al Salone Internazionale del Libro di Torino. Attesissimo dal pubblico che si è messo in coda più di un'ora prima dell'incontro, Saviano è stato accolto con grandissimo entusiasmo nella Sala dei 500 del Lingotto dove è stato presentato "Sei fuori posto", un libro corale edito da Einaudi, con racconti di Roberto Saviano, Carlo Lucarelli, Valeria Parrella, Piero Colaprico, Wu Ming, Simona Vinci.

Il popolo dei lettori presente in sala ha salutato con un lungo applauso l'autore di Gomorra. "Da più parti ultimamente mi si accusa di essere un rompiscatole - ha detto Saviano - io sono molto fiero di essere un rompiscatole, questo è il ruolo del raccontatore perchè essere un rompiscatole significa raccontare quello che realmente sta accadendo e dire questo è vero e questo ti riguarda". Citando "Se questo è un uomo" di Primo Levi, Saviano ha detto: "Quando leggi Primo Levi senti che sei stato ad Auschwitz, senti che hai conosciuto quei personaggi. Questa e' la potenza della letteratura. E quello fa paura, perchè quello che scrivi diventa di chi lo legge". Tra gli applausi, Saviano ha aggiunto: "Si è abituati ad essere indicati come persone che vogliono emergere, fare business e va bene, fa parte del gioco, ma perchè dovremmo scrivere senza guadagnare i soldi per vivere?". Rivolgendosi al pubblico in sala, Saviano ha aggiunto: "Si dice che in questo Paese sia facile fare gli scrittori. Quello che fai te lo fanno pagare. I lettori devono prendersi la responsabilità, dire queste storie ci appartengono". Secondo Saviano, "raccontare il proprio Paese non significa diffamarlo, ma significa amarlo".

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