Palermo, ancora roghi di rifiuti

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Ancora una notte di cassonetti e mini discariche in fiamme nel capoluogo siciliano e provincia. I cittadini, disperati per i cumuli di spazzatura hanno dato fuoco ai rifiuti che non vengono raccolti da giorni. Decine gli interventi dei vigili del fuoco

Un'altra notte di fuoco a Palermo dove si sono ripetuti gli incendi di cassonetti e cumuli di rifiuti che marciscono nelle strade senza essere ritirati dall'Amia, l'azienda comunale ridotta allo sfascio e incapace di servire la città. Interessata dai roghi tutta la città, dalle periferie di Baida e Mondello al centro. Gli interventi dei vigili del fuoco più impegnativi nelle vie Centorbe, La Mantia, Serpotta, Omero, Ruffo di Calabria e Torre Ingastone. Interessata dai roghi tutta la città, dalle periferie di Baida e Mondello al centro.

I carabinieri questa notte hanno arrestato tre raccoglitori di ferraglia in due diversi interventi in base al decreto sull'emergenza rifiuti in provincia di Palermo. A Castelbuono, in contrada Piano Marchese, nei pressi di un centro di raccolta di rifiuti urbani, sono stati bloccati Gaetano D'Amico, 55 anni, e Giuseppe Di Caccamo, 26 anni, che stavano caricando su un autocarro materiale ferroso e vari oggetti di plastica, pneumatici in disuso di biciclette e mezzi pesanti, nonché dei fusti in ferro. Sono accusati di raccolta non autorizzata di rifiuti speciali potenzialmente pericolosi. Il mezzo è stato sequestrato.    

A Grisì è stato invece fermato Giuseppe Randazzo, 42 anni, che su un autocarro trasportava 4 metri cubi di rifiuti, tra cui elettrodomestici vari, grondaie e reti metalliche. Il veicolo ed il materiale ferroso sono stati sottoposti a sequestro.

Intanto dopo quella su Bellolampo, la Procura di Palermo ha aperto un'inchiesta anche sulle perdite di percolato all'interno della discarica di Partinico. Il fascicolo è, al momento, a carico d'ignoti e l'ipotesi di reato è quella di scarico e deposito incontrollato di rifiuti speciali. Qualche giorno fa l'Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente) aveva inviato in tribunale l'esito di alcuni sopralluoghi compiuti nell'impianto di contrada Baronia Provenzano a marzo. Dalle analisi condotte sui campioni d'acqua prelevati in più punti della discarica e anche all'esterno in un canale ed in alcune pozze, erano emerse tracce di inquinamento dovute allo sversamento di percolato. Per questo, l'Arpa aveva prescritto interventi urgenti agli enti competenti, il Comune, l'Ato 1, Provincia di Palermo. La Procura verificherà per prima cosa che siano stati effettivamente compiuti.



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