Venezia, blitz in decine di ditte cinesi

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Controlli a tappeto delle Fiamme Gialle in Veneto all’interno di alcune mini-fabbriche gestite da immigrati provenienti dalla Cina. Oltre 80 le persone identificate. Per alcuni è stato accertato che lavoravano 16 ore al giorno

Condizioni igieniche improponibili, brandine per dormire accanto ai macchinari e sacchi a pelo a terra, anguste stanzette ricavate nei sottoscala. Sono queste le condizioni a cui sono costretti centinaia di lavoratori cinesi.

Nella notte appena trascorsa la Guardia di Finanza ha effettuato decine di controlli all’interno dei laboratori tessili gestiti da immigrati di origine cinese tra Milano e Venezia. Più di 80 le persone identificate di cui una ventina sono risultati clandestini. Le Fiamme gialle hanno consegnato dieci notifiche di sospensioni di attività commerciale.

Gli uomini della GdF hanno accertato che per molti dei lavoratori i turni erano da fabbrica fordista, con turni da 16 ore al giorno, senza contratto e quindi privi di ogni tipo di tutela. Nella sola regione veneta ci sono cinque mila aziende cinesi registrate e non si contano quelle abusive. Una vera e propria economia sommersa.  

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