Appalti, Scajola non va dai pm. La Procura: “Non è indagato”

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Il legale dell’ex ministro ribadisce a SKY TG24: “Come testimone non ci sono garanzie”. Decine di giovani occupano la casa con vista sul Colosseo. Monta la polemica politica sulla lista di Anemone pubblicata dai giornali. Il Pd: andare fino in fondo

Scajola, la casa e le dimissioni: fotogallery 1 , fotogallery 2 e fotogallery 3

“Quando ci sono dei sospetti che una persona ha commesso un fatto costituente reato, il pubblico ministero ha l’obbligo di iscrivere quella persona nel registro degli indagati. Questa iscrizione determina immediatamente una serie di garanzie. Nel momento in cui io come avvocato mi rendo conto che una persona sta per essere sentita come testimone, mentre ci sono delle situazioni tali che possono far ritenere che quell’atto non sia adeguatamente garantito per quella persona, ho il dovere deontologico di impedire che quell’atto si compia”. Così Giorgio Perroni, il legale dell’ex ministro dello Sviluppo Economico Claudo Scajola, ribadisce le ragioni per cui il suo assistito si è rifiutato di comparire davanti ai pm di Perugia, titolari dell’inchiesta sulla “cricca” degli appalti per i Grandi eventi.

Per l’avvocato, dunque, l’ex ministro verrebbe sentito “senza il rispetto delle garanzie difensive previste” ovvero come testimone quando la stampa ormai lo dipinge come indagato. "Io personalmente – aveva spiegato ieri Perroni - ho ritenuto che Scajola non dovesse presentarsi perché ritengo che sulla base delle notizie di stampa lui è soggetto solo formalmente non indagato ma sostanzialmente indagato perché lo accusano di cose non vere che però tali sono riportate". Inoltre Perugia non sarebbe competente perché i fatti sono avvenuti a Roma e perché Scajola dovrebbe esser giudicato dal Tribunale dei ministri.

Quanto agli altri lavori dell’impresa Anemone che sarebbero collegati al nome di Scajola, il legale precisa: “Se parliamo di via Barberini 38 era una delle sedi distaccate della Presidenza del Consiglio, dove avevano sede gli uffici del dipartimento dell’attuazione del programma. E’ una cosa che non riguarda minimamente l’onorevole Scajola”.

La procura di Perugia "prende atto senza fare valutazioni di alcun tipo" della decisione dell'ex ministro Claudio Scajola di non testimoniare domani davanti ai pm che indagano sugli appalti per i Grandi eventi. Lo ha detto il procuratore facente funzioni Federico Centrone, confermando che la posizione di Scajola rimane quella di persona informata dei fatti. In ambienti giudiziari perugini si sottolinea comunque come, in base al codice, per un parlamentare chiamato a deporre non possa essere comunque disposto l'accompagnamento coatto. La deposizione - secondo quanto si è appreso - era stata inoltre sollecitata da Scajola stesso e non disposta dalla procura perugina.

Intanto, nel pomeriggio un centinaio di aderenti ai movimenti per la casa hanno occupato l'appartamento con vista sul Colosseo di Claudio Scajola . A renderlo noto è il consigliere comunale di Roma in Action, Andrea Alzetta, che dichiara: "Ecco la soluzione per l'emergenza abitativa, togliere ai ricchi per dare ai poveri". Ad occupare sarebbe stato il 'Gruppo fai la valigia' , giovani vicini ai centri sociali e ai collettivi universitari di sinistra. Attualmente, nell'abitazione di Scajola, in via Fagutale ci sarebbero alcune decine di giovani.

E l’inchiesta sulle case della “cricca si allarga”. Oggi i giornali hanno pubblicato una lista che sarebbe stata trovata sul computer di Diego Anemone con l’elenco dei lavori eseguiti dalle imprese del costruttore al centro dell’inchiesta sui Grandi eventi. Lista che contiene nomi illustri e che ha scatenato subito polemiche politiche e una serie di distinguo da parte dei diretti interessati. Sulla diffusione della lista sono in corso degli accertamenti. Sembra, tra l’altro, che l’elenco fosse sconosciuto alla Procura perugina fino alla pubblicazione da parte degli organi di informazione.

Il servizio di SKY TG24:



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