Manganelli: alleanza tra ultras e criminalità

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Il capo della polizia: "Dalla morte dell'ispettore Raciti sono stati raggiunti importanti risultati: 40% di incidenti in meno”

I tifosi violenti "non sono una sparuta minoranza", ma "migliaia, organizzati e diffusi in tutte le province italiane". In diversi sono alleati con settori della criminalità organizzata e nelle prossime settimane sarà creato un desk di investigatori per concentrarsi su questo aspetto. Lo ha detto il capo della polizia, Antonio Manganelli, che ha annunciato per la prossima stagione calcistica "misure di estremo rigore per proseguire nel trend positivo delle ultime stagioni che hanno visto comunque un calo degli incidenti in occasione di manifestazioni sportive".

"Gli scontri negli stadi - ha ricordato il prefetto- nel corso di una conferenza alla Scuola di perfezionamento per le forze di polizia - sono cominciati circa 30 anni fa e dal 1979 ad oggi si sono registrati 15 morti. Nei cinque anni precedenti all'omicidio di Filippo Raciti a Catania (febbraio 2007) c'erano stati ben 1.114 incontri con incidenti, 6.000 feriti, 8.000 denunce e 1.500 arresti. Un vero e proprio bollettino di guerra che è stato però sottovalutato e non gestito in tempo con la necessaria fermezza". La svolta, ha sottolineato, "c'è stata proprio con il caso Raciti, in seguito al quale sono stati messi a norma gli stadi, introdotti gli steward, decise misure restrittive alle trasferte di tifosi. Si è arrivati così oggi ad un calo del 42% degli incidenti rispetto a cinque anni fa, del 70% di agenti feriti e di quasi il 50% di feriti tra la gente. Ci sono inoltre 3.970 Daspo (la diffida ad assistere alle partite) in atto, di cui 1.500 disposti quest'anno".

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