"Vi odio", e Facebook diventa uno sfogatoio

La pagina di Facebook dedicata al gruppo "Vi odio"
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Vasco, i carciofi, il freddo e la polvere sulla scrivania: in una pagina del socialnetwork migliaia di utenti scrivono e si sfogano su tutto quello che non gli piace. Oltre centomila gli iscritti. Guarda le foto

di Filippo Maria Battaglia

Il parlamento, il prezzemolo, i piccioni. Ma anche Lippi che non convoca Cassano, il made in China e la carta igienica.
Gli italiani, come tutti gli altri, odiano, e questa non è una novità. La notizia sta invece nel successo che in questi giorni sta riscontrando una pagina di Facebook che, al grido “non è istigazione, è catarsi”, ha creato un catalogo collettivo di fastidi, noie, scocciature e idiosincrasie di ogni sorta.

L’idea è venuta a Gabriele Coletti, che dapprima l’ha trasformata in un blog, poi in una pagina del più noto social-netwok ed è subito piaciuta al web: finora, sono più di centomila gli iscritti.
Infinite, le variazioni sulla sofferenza umana: dal lunedì al pedone che usa le piste ciclabili, da chi non sa usare il congiuntivo ad Hello Kitty fino a quelli che vogliono privatizzare l’acqua.

Il blog ha persino stilato una classifica. Il primo posto va a Trenitalia, seguito dalla segreteria "Iuav" (l'università di Venezia?). Chiude il podio Vasco. Spazio poi ai carciofi, a Windows, al freddo e alla polvere sulla scrivania. Più che gli insulti, però, gli internauti preferiscono sfogare le proprie frustrazioni: così, ce la si prende con la frase detta nel momento sbagliato o con l’italiano che applaude dopo l’atterraggio dell’aereo.
“Non è finita qui”, scrive qualcuno sulla pagina del social-network. Con queste premesse, c’è da crederci.

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