Appalti in Sardegna, Verdini indagato per corruzione

Il coordinatore del Pdl Denis Verdini
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Il coordinatore nazionale del Pdl è indagato dalla procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta riguardante un presunto comitato d'affari che si sarebbe occupato, in maniera illecita, di appalti pubblici, in particolare per i progetti eolici sull'isola

Il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini è indagato per corruzione dalla procura di Roma nell'ambito di un'inchiesta su un presunto comitato d'affari che avrebbe gestito l'assegnazione di una serie di appalti in Sardegna. Lo hanno detto oggi fonti giudiziarie.

Per Verdini, già indagato a Firenze in un'inchiesta per l'assegnazione degli appalti nelle Grandi Opere, viene ipotizzato il reato di corruzione, lo stesso che i pm romani Rodolfo Sabelli e Ilaria Calò contestano ad altre cinque persone: l'imprenditore sardo Flavio Carboni, Ignazio Farris, consigliere per l'Arpa della Sardegna, il costruttore Arcangelo Martino, il consigliere provinciale di Iglesias Pinello Cossu e il magistrato tributario Pasquale Lombardo. L'indagine riguarderebbe tra l'altro la creazione di un polo eolico in Sardegna, ma sulla natura degli appalti, viene mantenuto il massimo riserbo.

Verdini si dice estraneo alla vicenda e pronto a collaborare con la giustizia, secondo quanto riferisce un comunicato diffuso dal Pdl. "Verdini ribadisce la sua totale estraneità ad ogni ipotesi di comportamenti penalmente o anche moralmente rilevanti e continua ad essere disponibile a favorire nelle sedi opportune il pronto accertamento della verità da parte della giustizia", dice la nota. L'avvocato di Verdini ha inoltre precisato che quella avvenuta nei giorni scorsi nella sede del Credito Cooperativo di Firenze, di cui il coordinatore Pdl è presidente, non è stata una perquisizione ma una acquisizione di atti.

"Non c'è stata alcuna perquisizione al Credito Cooperativo fiorentino di cui l'onorevole Denis Verdini è presidente", dice in una nota l'avvocato Marco Rocchi. "Si è trattato della semplice acquisizione di documenti contabili relativi ad operazioni perfettamente legittime e trasparenti". La differenza fra perquisizione e acquisizione di atti è che nel primo caso le forze dell'ordine sono chiamate a cercare in un determinato luogo elementi utili alle indagini, e si tratta di un decreto in cui sono citati uno o più indagati, mentre nel secondo caso gli operativi si recano in un determinato luogo a prelevare uno o più determinati documenti, e si tratta di un provvedimento in cui possono non esserci indagati. Secondo fonti giudiziarie, l'operazione dei giorni scorsi nell'istituto di credito avrebbe avuto l'obiettivo di verificare la destinazione finale di un giro di assegni di cui si sospetta la provenienza illecita. .

Non sono tardati ad arrivare neanche i primi commenti politici. Sandro Bondi, coordinatore del Pdl, ha preso le difese del suo compagno di partito: "C'è qualcosa di poco chiaro e di allarmante in questa nuova ondata di inchieste a carico di esponenti del nostro movimento politico. Sono certo che l'On. Denis Verdini saprà dimostrare la sua totale estraneità alle accuse che gli sono state rivolte, frutto di un orientamento che appare rivolto unicamente nei confronti dei rappresentanti di una determinata parte politica".

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ai microfoni di SKY TG24 rispondendo a chi gli chiedeva se Denis Verdini dovesse fare un passo indietro da coordinatore del Pdl, ha risposto: "No, la storia recente è zeppa di episodi in cui dopo l'avviso di garanzia le accuse si sono dimostrate non sussistenti". 

Mentre dall'opposizione il primo a commentare è stato il presidente dei senatori dell'Italia dei Valori, Felice Belisario: “Ormai, con gli avvisi di garanzia ad esponenti della maggioranza l'editrice Panini potrebbe mandare in edicola un album di figurine".
"Attorno a Berlusconi, corruttore dell'avvocato Mills secondo la Cassazione, è nato un centro di affari e di malcostume a tutti i livelli. Non si è ancora spenta l'eco - prosegue Belisario - provocata dalle dimissioni di Scajola che oggi tocca a Verdini, al secondo avviso di garanzia dopo quello di Firenze, essere oggetto di un nuovo scandalo. Ora capiamo il motivo per cui il ddl anticorruzione, sbandierato in pompa magna in piena campagna elettorale, è stato in frigorifero due mesi. Sono certo - conclude Belisario - che quando arriverà in Parlamento la maggioranza lo insabbierà in qualche commissione per poi magari tirarlo fuori durante la prossima campagna elettorale. E' ormai chiaro che siamo di fronte a una nuova Tangentopoli, ben più grave rispetto a quella del 92".

A fare eco a Belisario attraverso una nota è l'eurodeputato Idv Luigi de Magistris: "Il governo è allo sbando. Quotidianamente propone al Paese una nuova puntata di quella che è ormai una tragica fiction più che l'operato di un esecutivo".
E "come se non bastasse in seno al governo siamo alla faida dei fratelli-coltelli: prima lo strappo di Fini e Berlusconi, adesso il braccio di ferro tra Alfano e Maroni sul ddl contro il sovraffollamento carcerario, cioé un provvedimento che dimostra di essere l'ennesima carta pubblicitaria giocata nella partita del consenso populista".





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