Potenza, resti in un pozzo: forse sono di Ottavia De Luise

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In un fienile a Montemurro ritrovati frammenti ossei che potrebbero appartenere alla bimba scomparsa nel 1975, quando aveva 12 anni. Secondo alcune lettere anonime ricevute dalla famiglia la piccola sarebbe stata violentata e uccisa

E’ un nuovo caso riaperto a distanza di anni. Un altro Cold Case all’italiana. Gli agenti della polizia scientifica di Potenza hanno recuperato ieri degli oggetti e dei reperti da un pozzo-cisterna a Montemurro. Ed oggi si è appreso che tra questi ci sono anche dei frammenti ossei. Potrebbe trattarsi dei resti del corpo di Ottavia De Luise, sparita nel 1975 a Montemurro (Potenza) quando aveva solo 12 anni. I reperti sono stati consegnati al professor Francesco Introna, che ha eseguito nelle scorse settimane l'autopsia sul cadavere mummificato e scheletrizzato di Elisa Claps (scomparsa il 12 settembre 1993), trovato il 17 marzo scorso nel sottotetto della canonica della chiesa della Santissima Trinità a Potenza.

Oltre al prelievo dei reperti, la polizia sta controllando la zona dove De Luise fu vista dai testimoni con un georadar, uno strumento - è stato spiegato a Potenza - in grado di analizzare gli avvallamenti del terreno. Il georadar dirà agli investigatori se il terreno ès tato mosso, permettendo quindi ricerche più approfondite, alla ricerca dell'eventuale tomba della bambina.

Ottavia, così chiamata perché era ultima di 8 figli, scomparve il 12 maggio 1975. Stava giocando con una cuginetta, poi si è allontanata e da allora è stata inghiottita dal nulla. Nel paese potrebbe esserci chi conosce la verità perché alla famiglia nel tempo sono giunte lettere anonime in cui si afferma che la bambina è stata violentata, uccisa e il suo corpo nascosto. In particolare un anonimo indica precisamente anche il luogo dell'occultamento proprio nel fienile dove si stanno conducendo le indagini.

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