Folla a Torino per il Papa, appello ai politici e ai giovani

Benedetto XVI a Torino insieme al sindaco Chiamparino
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Benedetto XVI, nel capoluogo piemontese per rendere omaggio alla Sindone, ha esortato gli amministratori a perseguire il bene comune. Poi ha aggiunto: "Sono vicino ai disoccupati e agli immigrati". E ai giovani: "Abbiate il coraggio di scelte definitive"

Papa Benedetto XVI, giunto oggi a Torino per rendere omaggio alla Sindone, ha paragonato le sofferenze raffigurate nel sacro telo che - secondo tradizione - avrebbe avvolto Gesù, a quelle di tante famiglie di oggi, dei disoccupati, dei precari, degli immigrati.

Nella messa celebrata stamani a piazza San Carlo a Torino, ha anche esortato i politici, specie quelli locali, a perseguire sempre il bene comune, anche tra le difficoltà. E' inoltre tornato a parlare di "divisioni, rancori, risentimenti" che affliggono la Chiesa e la società, nonostante il precetto di Gesù di amarsi, come lui ha amato i suoi discepoli. A fine messa, nella preghiera del Regina Caeli, ha invocato la Madonna perché vegli sulla comunità ecclesiale e sui suoi pastori.

Giunto a Torino poco dopo le 9:00, il pontefice è stato accolto, all'aeroporto di Caselle, dal governatore Roberto Cota, dal presidente della provincia di Torino, Antonio Saitta, dal sindaco, Sergio Chiamparino, e da altre autorità civili e religiose. Sulla papamobile ha attraversato la città, tra due ali di folla, ed è giunto nella centrale piazza San Carlo, dove ad accoglierlo, sotto un cielo plumbeo vi erano circa 25 mila persone. Qui, ha ricevuto il benvenuto del primo cittadino torinese e dell'arcivescovo, card. Severino Poletto.

"Benvenuto a Torino, Santità. Benvenuto", ha detto Chiamparino, ricordando come la città, "anche in momenti difficili", ha saputo "accogliere ed integrare" chi cerca lavoro o chi fugge "dalla guerra e dalla fame". "Ci stringiamo intorno a Lei - ha affermato a sua volta il card. Poletto - per esprimere il nostro affetto di figli e per contribuire con la preghiera a chiedere forza e consolazione per il Suo ministero". "So che anche a Torino non mancano difficoltà, problemi, preoccupazioni: penso, in particolare - ha detto il Papa nell'omelia - a quanti vivono concretamente la loro esistenza in condizioni di precarietà, a causa della mancanza del lavoro, dell'incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale; penso alle famiglie, ai giovani, alle persone anziane che spesso vivono la solitudine, agli emarginati, agli immigrati".

Nel pomeriggio il Pontefice è tornato in piazza San Carlo per incontrare le migliaia di giovani, convenuti nel capoluogo piemontese per accoglierlo. "Oggi - ha detto Benedetto XVI - non è facile parlare di vita eterna e di realtà eterne, perché la mentalità del nostro tempo ci dice che non esiste nulla di definitivo: tutto muta e anche molto velocemente". Quindi, l'appello: "Cari giovani, non è questa la vera libertà. La felicità non si raggiunge così. Ognuno di noi è creato non per compiere scelte provvisorie e revocabili, ma scelte definitive e irrevocabili". Infine, citando il beato Pier Giorgio Frassati, il Papa ha invitato i giovani a "vivere e non vivacchiare".

Al termine dell'incontro Benedetto XVI s'è recato nel Duomo di Torino per venerare la Sacra Sindone.  Dopo aver pregato in silenzio davanti al sacro lino, il Pontefice, visibilmente commosso, ha definito il pellegrinaggio torinese come "un momento molto atteso. In un'altra occasione mi sono trovato davanti alla Sacra Sindone, ma questa volta vivo questo pellegrinaggio e questa sosta con particolare intensità. Forse perché il passare degli anni mi rende ancora più sensibile al messaggio di questa straordinaria icona; forse, e direi soprattutto, perché sono qui come successore di Pietro e porto nel mio cuore tutta la Chiesa, anzi, tutta l'umanità".

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