Scajola: "Mai preso un centesimo, stavolta non mi dimetto"

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Il ministro delle Attività produttive risponde alle accuse e in diverse interviste ai quotidiani smentisce di aver comprato un appartamento con i soldi del costruttore Anemone, coinvolto nell’inchiesta sulle Grandi Opere. GUARDA LA RASSEGNA STAMPA

Il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, replica alle accuse e ai giornali in edicola oggi smentisce di avere comprato un appartamento a Roma con denaro del costruttore Diego Anemone, tanto meno di averne pagato una parte con assegni circolari emessi da altre persone e ha ribadito che non si dimetterà. In interviste rilasciate oggi a Libero e ad altri quotidiani, Scajola ricorda che il pm di Perugia, titolare dell'inchiesta sui lavori per le Grandi opere, ha chiesto di sentirlo solo come persona informata dei fatti e che lui non è indagato. "L'ho pagato esclusivamente la somma pattuita al momento del rogito: 610mila euro", ha detto Scajola a Libero, riferendosi ad un appartamento acquistato a Roma nel 2004, con soldi "reperiti quasi tutti attraverso un mutuo acceso con il Banco di Napoli".

In una intervista pubblicata sul Giornale il ministro aggiunge: "In questa occasione non faccio come nel caso di Biagi, non me ne vado. Altrimenti sembra che mi hanno beccato con il sorcio in bocca. Io non ho colpe e non faccio decidere da una campagna mediatica il ruolo che devo svolgere come ministro della repubblica. Non scappo".

Il ministro racconta la sua verità anche su altri quotidiani, concedendo interviste da Repubblica al Riformista per ribadire di non aver mai "preso un centesimo". 

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