Primo maggio 2010, tra negozi aperti e scioperi

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Numerose città italiane permettono ai commercianti di alzare le saracinesche nel giorno dedicato al riposo. Via libera allo shopping a Torino, Firenze, Napoli e Bologna. Ma è polemica

“C’era una volta la festa dei lavoratori”. Associazioni e sindacati protestano: il primo maggio non si tocca. E invitano allo sciopero “laddove ci chiederanno di lavorare”. Ma tante saracinesche saranno alzate, domani, nelle città d’Italia. Per contrastare la crisi e permettere ai commercianti di non perdere i guadagni di un sabato di turismo e shopping primaverile, numerose amministrazioni comunali in tutta la penisola hanno infatti deciso di consentire ai negozianti di aprire i battenti. E rompere così la tradizione del riposo assoluto nel giorno dedicato ai lavoratori.

“Ma come si possono dire tante cretinerie tutte di seguito? Che in tempo di crisi ci sia questa gran voglia di consumismo e che alla crisi si risponda cancellando il primo maggio è roba da ridere a crepapelle. O da piangere”, ha scritto su Facebook il segretario dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto. E da Palermo l’associazione Società attiva ha lanciato sul social network una campagna informativa, perché “non si può far passare la festa del lavoro come una festa del consumo”. Ma le polemiche più accese vengono naturalmente dai sindacati, con il segretario della Uil, Luigi Angeletti, che definisce “una sciocchezza” l’idea di tenere alzate le saracinesche il primo maggio. Mentre la Filcams Cgil, che rappresenta i lavoratori del commercio, annuncia uno sciopero in tutte le città in cui ai negozianti sarà chiesto di violare il riposo nella giornata a loro dedicata.

Ma quanti saranno i negozi aperti? Quanti sciopereranno? I conti si potranno fare solo il 2 maggio. E non saranno facili. Perché ogni sindaco ha deciso per sé e non è agevole tracciare una mappa delle città che domani lasceranno libero il campo allo shopping. Roma e Milano, per iniziare, hanno detto “no”. Mentre a Bologna (solo all’interno dei viali di circonvallazione) e Torino (in centro, in occasione dell’Ostensione della Sindone) i commercianti potranno lavorare.

A Napoli saranno aperti bar e ristoranti nelle zone turistiche. E sarà possibile fare acquisti al Vomero, in corso Garibaldi, via Chiaia e nella Galleria Umberto I. A Palermo non si fermerà l’attività di negozi, megastore e ipermercati: i sindacati protestano da giorni. Ad Ascoli Piceno il sindaco ha concesso una deroga al riposo assoluto in centro, “per la concomitanza della festa dei lavoratori con la manifestazione ‘Fritto misto’, una kermesse gastronomica di rilievo nazionale”. E anche nella vicina Fano, via libera allo shopping sul lungomare, dove è in programma il Fano Yacht Festival.

“I veneti hanno il diritto e il dovere di fornire servizi adeguati, come quello dei negozi aperti, ai turisti che scelgono le nostre città”, ha detto Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, dove numerose città hanno optato per lasciare libera scelta ai commercianti. Mentre un altro presidente di Regione, Enrico Rossi (Pd), si è detto in disaccordo con il sindaco di Firenze, Matteo Renzi (Pd), che ha dato l’ok a una iniziativa poco gradita alla sinistra. Nella città, dove stasera è in programma tra l’altro la notte bianca, una delegazione di lavoratori della Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, si è presentata a Palazzo Vecchio per consegnare al primo cittadino le oltre 2500 firme raccolte e riunite in un unico rotolo lungo oltre dieci metri, contro la violazione del riposo del primo maggio (Staino per l'occasione ha disegnato una vignetta). Ma niente da fare: chi trascorrerà sulle rive dell'Arno il weekend di vacanza, troverà i negozi aperti.

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