Rischio eruzioni: è allarme in Campania

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Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, dice che Ischia ha "il colpo in canna" e parla della possibilità di far salire a un milione il numero dei cittadini partenopei coinvolti dai piani di evacuazione. E' polemica

Terremoti con conseguenze tipo l’Aquila. E poi esplosioni, colate piroclastiche, colate di cenere e fango. È l’inquietante scenario delineato dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, nell’ipotesi di un’eruzione dei vulcani campani. Non solo il Vesuvio, ma anche il monte dell’isola d’Ischia, l’Epomeo, che “potenzialmente ha il colpo in canna peggiore di tutti”. Parole che hanno destato allarme tra i partenopei e hanno dato il via a una vivace polemica nei confronti di Bertolaso.

“Il Vesuvio – ha detto il sottosegretario – è il più grande problema di protezione civile che c’è in Italia, perché ci sono interi paesi costruiti nella zona del vulcano”. Ma anche Napoli sarebbe in pericolo e i piani di emergenza andrebbero aggiornati, con l’inserimento di una parte del capoluogo campano nella “zona rossa”. Insomma, un'ipotetica evacuazione in caso di eruzione imminente, potrebbe arrivare a coinvolgere oltre un milione di persone (finora se n'erano calcolate 500 mila). Quanto a Ischia, l’isola, di natura vulcanica, custodirebbe il “colpo in canna peggiore”, perché l’ultima eruzione, nel 1300, è relativamente recente.

“I sindaci non sono mai stati informati al riguardo da alcuna autorità competente”, protesta Franco Regine, a nome dei primi cittadini dell’isola, che hanno chiesto un “incontro urgentissimo” al prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, e allo stesso Bertolaso. Ma mentre sale la preoccupazione tra gli abitanti delle aree vulcaniche, le autorità cercano di riportare la calma: “Non c’è un nuovo allarme Vesuvio, ma un problema di controllo”, dice il presidente della Regione, Stefano Caldoro. Mentre la Protezione civile definisce “sorprendenti” le reazioni delle autorità locali. “Sarebbe stato sufficiente leggere con attenzione le informazioni: si è escluso qualsiasi rischio imminente di risveglio di vulcani apparentemente inattivi, sottolineando come le strutture scientifiche competenti vigilino quotidianamente con tutta la strumentazione possibile”.

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