Mafia e cemento, in manette boss e dirigenti

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Vendevano calcestruzzo con minori quantitativi di cemento. 14 arresti tra boss di Cosa nostra siciliana e manager della Calcestruzzi spa di Bergamo. Sequestrate 7 aziende e beni per 5,5 milioni

In una vasta operazione denominata "Doppio colpo", che ha interessato Sicilia, Lombardia, Lazio e Abruzzo, carabinieri e guardia di finanza dei comandi provinciali di Caltanissetta hanno arrestato 14 persone e sequestrato sette aziende siciliane operanti nel settore del movimento terra. Tra i fermati alcuni boss mafiosi accusati di associazione mafiosa e illecita concorrenza con violenza e minaccia, e dirigenti della Calcestruzzi Spa di Bergamo, ai quali sono stati contestati i reati di associazione per delinquere e frode in pubbliche forniture.

Secondo l'accusa, con l'appoggio della mafia, cui cedeva parte dei maggiori profitti realizzati frodando i propri clienti - ai quali forniva calcestruzzo con minori quantitativi di cemento - l'azienda bergamasca, che da oltre due anni è sotto amministrazione giudiziaria, aveva assunto il monopolio nella fornitura di calcestruzzo in Sicilia.

Il provvedimento ha colpito beni per 5,5 milioni di euro. Sigilli, in particolare alla David Santo e Gandolfo S.n.c., con sede a Polizzi Generosa (Palermo), alla Telg srl di Riesi (Caltanissetta), all'impresa individuale Lo Cicero Francesco di Campobello di Licata (Agrigento), alla Arnone Vincenzo Srl con sede a Mussomeli
(Caltanissetta), all'impresa individuale Ricotta Maria Pia con sede a Caltanissetta, all'impresa individuale Incognito Antonio di Bronte (Catania) e alla Fo.Tra. Srl di Gela.

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