Ddl intercettazioni: cosa prevede

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Il magistrato potrà usufruirne se si trova di fronte a gravi indizi di colpevolezza. Vietata la pubblicazione. Nel caso di telefonate di un parlamentare sarà necessaria l'autorizzazione delle Camere

Per poter dare il via a intercettazioni bisognerà trovarsi di fronte a gravi indizi di colpevolezza. E' un passo indietro rispetto alla prima proposta che parlava di evidenti indizi, una formula che rischiava di bloccare tutte le indagini. Potranno venire intercettate solo le utenze intestate agli indagati o a terze persone che si ritiene possano fare conversazioni che riguardano l'oggetto dell'indagine. Stesse regole valgono per le riprese visive. Le intercettazioni potranno essere condotto per un tempo non superiore ai sessanta giorni. Si può chiedere una proroga di quindici giorni se si ritiene che si stiano per commettere nuovi reati. A decidere dell'applicabilità delle intercettazioni non sarà più il gip ma i tribunali distrettuali. Se, nel corso delle intercettazioni, si dovessero registrare telefonate di un parlamentare sarà necessaria l'autorizzazione della Giunta di Camera o Senato.

Vietata la pubblicazione delle intercettazioni fino alla conclusione delle indagini preliminari. Le sanzioni prevedono l'arresto fino a due mesi e un'ammenda fino a ventimila euro. Gli editori dovranno pagare una multa di 500mila euro

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