Crocifisso a scuola, Letta fiducioso su ricorso a Strasburgo

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Il 30 aprile l'Italia presenterà una "memoria illustrativa" delle sue ragioni contro la sentenza della Corte europea, che vieta l'esposizione del segno cristiano nella aule. Ad annunciarlo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio

Non si ferma la battaglia del governo italiano a favore dell'esposizione del crocifisso nelle scuole. E così, dopo che in gennaio il governo aveva presentato ricorso alla Grande Camera contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sulla presenza del segno cristiano nelle aule scolastiche e negli uffici pubblici, arriva la dichiarazione di Strasburgo sull'ammissibilità della richiesta italiana e sulla data della discussione, fissata al 30 giugno. Ad annunciarlo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, nel corso della quale è stato presentato uno specifico studio sulla questione. Letta ha precisato che il documento servirà da canovaccio alla "memoria", che l'Italia presenterà a Strasburgo il 30 aprile per illustare le proprie ragioni. Lo studio base, che sarà ufficialmente presentato in Senato il 4 maggio, è stato realizzato dal professor Carlo Cardia, docente di diritto ecclesiastico presso l'università di Roma Tre, convinto che ci siano tutte le condizioni perchè la sentenza venga rivista dalla Grande Camera. "Con questo pronunciamento la Corte ha contraddetto la propria pluridecennale giurisprudenza", ha spiegato Cardia. Per commissione del governo, il docente realizzerà un altro studio per l'approfondimento delle tematiche relative alle "simbologie religiose", dal momento che esse, come ha dichiarato Gianni Letta, sono "oggetto d'interventi e polemiche in tutta Europa con frequenza crescente".

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