Palermo, rubati messaggi dall'albero di Falcone

Una foto d'archivio dell'albero con i biglietti dedicati a Giovanni Falcone e alle vittime della mafia. I messaggi, le foto e i disegni sono stati rubati
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Spariti centinaia di biglietti dal ficus davanti al palazzo in cui viveva il magistrato ucciso. Da anni studenti e cittadini lasciavano disegni e frasi in ricordo delle vittime di Cosa nostra. "Atto contro mio fratello e le sue idee", dice Maria Falcone

È diventato un simbolo della lotta alla mafia. È un albero davanti all’ingresso della casa di Giovanni e Francesca Falcone, a Palermo. Quel ficus, dal 23 maggio del 1992, giorno della strage di Capaci, è meta di pellegrinaggio per studenti e cittadini. In molti lasciano un messaggio in ricordo delle vittime di Cosa nostra. Sabato 24 aprile, in pieno giorno secondo la polizia, tutti i biglietti, le foto e i disegni sono spariti. Rubati. Scomparso anche il lenzuolo bianco con scritto: “Le vostre idee camminano sulle nostre gambe”. Ad accorgersi del furto e a denunciarlo è stato, domenica mattina, il portiere del palazzo in cui abitava il magistrato ucciso. Via Notarbartolo, a Palermo, è una strada centrale, trafficata e frequentata.

“In diciotto anni non è mai successo nulla del genere”, dice Maria Falcone, sorella di Giovanni. “L’albero – continua – è un presidio della legalità, ecco perché credo che sia stato un atto contro mio fratello e le sue idee. Ma noi andremo avanti comunque”. Domani la signora Falcone, con studenti, professori e prefetto di Palermo, porterà sul ficus altri biglietti preparati dai ragazzi.

“Mi auguro che chi aveva lasciato il suo messaggio e se l’è visto rubare, vada a rimetterne un altro – dice Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia –. Chi invece non aveva ancora lasciato la sua testimonianza, corra a farlo per dimostrare che Palermo è una città diversa”.

Condanna il furto anche il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo. “È un atto indegno che offende tutta la memoria collettiva”. E Renato Schifani, presidente del Senato, aggiunge: “Non saranno certo questi comportamenti incivili a scalfire il prezioso patrimonio di valori di legalità che Falcone ha lasciato al Paese”.

Gli investigatori sono al lavoro per capire se si sia trattato di una bravata o di una sfida di Cosa nostra. “È un gesto preoccupante che avviene proprio ad un mese dal diciottesimo anniversario della strage di Capaci – dice Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione –. Anche quest’anno, insieme con la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, stiamo preparando per il 23 maggio la Nave della legalità: una manifestazione che coinvolgerà centinaia di studenti in una serie di iniziative contro la mafia e in ricordo delle vittime”. La commemorazione si concluderà proprio davanti all’albero Falcone.

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