Madre uccide i figli: ma Facebook solidarizza

La pagina di Facebook dedicata a Vanessa Lo Porto
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Vanessa Lo Porto è la donna che ha ucciso i due figli tentando il suicidio. E sul social network è nato l'immancabile gruppo. Che però si schiera a difesa della donna e chiede maggiore attenzione verso chi soffre di depressione

di David Saltuari

E per una volta da Facebook non arrivano solo dita puntate. Che il social network sia ormai l'amplificatore degli umori più diversi e profondi degli italiani di fronte ai fatti di cronaca è ormai un dato assodato. Non c'è notizia che non generi immediatamente un gruppo, in cui spesso, traditi dalla velocità della tastiera, lo sfogo ha la meglio sulla riflessione.  Anche il gesto di Vanessa Lo Porto, la madre che ha ucciso i figli in un tentativo di suicidio ha portato alla creazione di un gruppo. Diverso, però dai tanti altri nati dopo un fatto di cronaca. Questo, infatti, è di solidarietà verso la donna. Attenzione, però. Non si tratta di uno di quei gruppi provocatori, al limite della legalità che magari incitano all'omicidio. Anzi, si tratta di un gruppo che, pur riconoscendo le responsabilità penali della madre siciliana, si interroga sul percorso umano ed esistenziale che ha portato la donna al terribile gesto. E che punta il dito sulla depressione, una malattia spesso ignorata.

Nell'introduzione al gruppo si legge "Aiutiamo questa giovane mamma a non sentirsi sola. Purtroppo il gesto compiuto è stata la dimostrazione del suo dolore e del suo grido di aiuto che nessuno ha osato ascoltare!". E dentro, molti utenti dichiarano la propria incapacità a valutare questa tragedia. Scrive uno "A coloro che si sentono di giudicare e condannare Vanessa, vorrei chiedere se sono sicuri di sapere che cosa è una mente depressa." Molti chiamano in causa i parenti della donna: "quello che mi stupisce e che mi chiedo continuamente è: dove erano i familiari e le persone a lei care in quei giorni, quando Vanessa stava male? chi le faceva da supporto? Tutti conoscevano la sua storia ma nessuno ha osato aiuta...rla? è possibile? come si fa a giudicare il gesto "folle" di una donna che soffre?".

Ma è il marito la figura la cui assenza sembra più pesante. Scrive un utente: "E' giusto che la mamma Vanessa Lo Porto sia incriminata per l'assassinio dei figli ma dove era il marito anche se si erano separati i figli rimanevano suoi , quando ha visto che la sua ex era dimagrita oltre 30Kg non ci vuole tanto nel capire che questa donna aveva un bisogno estremo di aiuto e invece a quanto pare non è arrivato nessuno aiuto , è tardi e credo inutile ora dare solidarieta' a questa povera donna che la disperazione ha indotto al suicidio con i propri figli."

Certo, non tutti gli utenti si iscrivono per manifestare il proprio disagio o la propria solidarietà alla donna. Come in altri gruppi c'è chi giudica Vanessa Lo Porto colpevole e se la prende con i creatori del gruppo. Scrive un'utente "ma quale solidarietà muori bestiaaaaaaaaaaaaaaaaaa". "Oppure Sarebbe da impiccare una bestia che uccide i figli e non ha il coraggio di seguirli !!!!". Ma gli iscritti a favore di Vanessa rispondono ogni volta, cercando di riportare il punto del discorso sulla depressione: "sei veramente cattiva,come fai a giudicare e soprattutto chiamare una persona bestia. La depressione è una malattia che se non curata può portare a simili gesti,ma forse tu sei solo brava ad esprimere giudizi."

Insomma, dietro alla vicenda di Vanessa, secondo molti utenti, si nasconde una storia di disagio e depressione; una storia molto simile a tante, troppe, altre situazioni famigliari e nella quale forse si sarebbe potuto intervenire prima. Conclude una iscritta: "tutto ciò deve portarci a riflettere che ci sono problematiche altamente disagianti e a rischio di marginalità sociale che non vanno affrontate e tirate fuori dal "cilindro" solo quando scoppia il "caso" ....... i rimedi esistono sempre o quasi ma siamo troppo in altre faccende affaccendati per metterli in atto. Oltre a pensare ai disabili, fisici o psichici che siano, abbiamo mai pensato alle loro famiglie? a come fornirgli un adeguato supporto psico-sociale nella gestione dei propri figli?"


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